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Scuola. Il 47% dei diplomati pentito delle scelte fatte

La percentuale sale tra quanti hanno frequentato istituti tecnici e professionali
di Silvia Capone

Dal rapporto “Profilo 2016” di AlmaDiploma pubblicato pochi giorni fa, emerge che quasi la metà dei diplomati nel luglio 2016 è pentito della scuola superiore scelta. L’associazione, per redigere il rapporto, ha coinvolto 261 istituti e interviste a circa 40mila diplomati. Dalle risposte degli studenti ha quindi rilevato che il 47% di loro, se potesse tornare indietro, cambierebbe percorso di studi o istituto scolastico, quindi il 53% si ritiene soddisfatto della scelta effettuata. Il dato si differenzia a seconda delle scuole, infatti la percentuale di coloro che cambierebbero scende al 45 per i licei, mentre sale al 48 per gli istituti tecnici e al 52 per quelli professionali. Il numero però incorpora in sé più tipologie di “pentiti”, infatti il 13% desidererebbe aver frequentato lo stesso coso di studi a in un’altra scuola, il 26 cambierebbe indirizzo ma non scuola e l’8% avrebbe voluto cambiare entrambi.

scuola

La volontà di correggere la scelta passata è, secondo i dati raccolti dal rapporto, relativa spesso a prospettive lavorative future, infatti analizzando le motivazione del desiderato cambiamento, si ha che il 41% lo farebbe per studiare materie diverse, il 20% si orienterebbe per corsi che preparino maggiormente al mondo del lavoro, mentre il 16% al contrario preferirebbe aver compiuto studi più adatti al percorso universitario che sceglierà e il 23% cambierebbe per altre ragioni, legate all’esperienza con professori e compagni.
Questo clima di incertezza non si riscontra del tutto alla vigilia della scelta universitaria: solo 13 diplomati nell’anno su 100 sono indecisi sul proprio futuro, 58 su 100 intendono solo studiare, 7 su 100 vorrebbero portare avanti sia lo studio che il lavoro, mentre 17 hanno espresso l’intenzione di voler cercare subito lavoro. Anche in questo caso le differenze tra gli istituti superiori di partenza sono evidenti, infatti, come ci si poteva aspettare, la maggioranza dei diplomati dai licei classici, scientifici o linguistici che siano (più del 75%) propendono per una scelta che veda il solo studio, la percentuale si riduce se si considerano gli istituti tecnici, 38%, e si assottiglia ancora di più per quelli professionali, 20%. Questi dati sono del tutto comprensibili poiché la scelta del liceo implica già a 14 anni una propensione a voler continuare la propria formazione futura con l’università, mentre dai più l’istituto professionale è scelto perché prepara meglio di altre scuole superiori al mondo del lavoro. Il disagio e l’incertezza che risulta dalla rilevazione mette in luce il bisogno degli adolescenti di un orientamento che renda più chiara la scelta da compiere.
Nonostante i dati iniziali non dipingevano una rosea situazione percepita dai neo-diplomati, in realtà a studi conclusi l’80% di essi si ritiene soddisfatto dell’esperienza scolastica (26 su 100 sono decisamente soddisfatti, e il 54 sono moderatamente soddisfatti). Tra i diplomati è abbastanza alta anche la considerazione generale i ragazzi hanno dei professori (la valutazione generale si aggira intorno al 70%), migliore è la valutazione fatta dei rapporti con gli altri studenti, ritenuti soddisfacenti al 90%.

 

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