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Beni strumentali: il contributo della domanda interna

Bene sia le consegne intra muros di macchinari che quelle di beni strumentali nel complesso. Le imprese hanno ricominciato a investire
di Redazione

Che per l’Italia, in questa fase di risalita, i consumi interni stiano giocando un ruolo fondamentale lo dimostra anche l’andamento di due settori molto importanti per la nostra economia: quello dei macchinari e, più in generale, quello dei beni strumentali.

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Secondo il preconsuntivo sul 2016 – elaborato dall’Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari (sostanzialmente i sistemi per produrre) di Confindustria – la produzione del settore è aumentata del 5% rispetto all’anno precedente, arrivando a superare i 5,4 miliardi di euro.
Un buon andamento, per il quale un ruolo primario è stato dettato sì, ancora una volta, dalle esportazioni – per le quali il valore delle consegne risulta maggiore rispetto a quello delle consegne sul mercato interno – ma che riportano comunque una contrazione rispetto al 2015. Secondo il resoconto, infatti, mentre le consegne intra muros sono aumentate del 20,5% rispetto al 2015 (raggiungendo i 2,250 miliardi di euro), le consegne all’estero sono diminuite del 3,3%, fermandosi ad un valore di 3,2 miliardi di euro.
In particolare, la voce del consuntivo relativa al consumo interno in senso stretto (che prende in considerazione, quindi, anche le importazioni) indica un aumento del 10,1%, la terza crescita annua consecutiva a doppia cifra, lasciando intravedere una risalita degli investimenti da parte delle imprese nelle tecnologie per la produzione.
L’importanza della risalita della domanda interna per il settore si può osservare anche dall’andamento dell’intero mercato dei beni strumentali (ovvero, secondo l’Istat, “i beni utilizzati per la produzione di altri beni – macchine, mezzi di trasporto eccetera -, destinati a essere utilizzati per un periodo superiore a un anno) la cui produzione, secondo Federmacchine, nel 2015 ha registrato una crescita del 4,6% superando i 38 miliardi di euro.
In questo caso il consumo domestico è cresciuto dell’8,3% a 18,8 miliardi di euro. Un aumento legato sia al +4,9% che ha interessato le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno (per un valore di 11,1 miliardi di euro), sia al +13,7% delle importazioni (pari a 7,7 miliardi). Tuttavia, anche l’export nel periodo considerato ha presentato un andamento incoraggiante: +4,5% a 27,3 miliardi di euro.
Gli ultimi dati disponibili diffusi dall’Istat, relativi alla produzione di beni strumentali, sembrano confermare un buon andamento anche per l’anno in corso: tra i primi undici mesi del 2015 e lo stesso periodo del 2016 si registra un incremento del 3,4%.

 

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