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I fattori d’incertezza per il commercio mondiale

La crescita degli scambi commerciali potrebbe essere messa in discussione non soltanto dalle tensioni geopolitiche
di Redazione

Alcuni fattori di incertezza rischiano di frenare il commercio mondiale nel 2017: il SACE ne ha elencati diversi (l’instabilità geo-politica, le tensioni valutarie, l’aumento del debito e il protezionismo). In realtà il protezionismo non rappresenta propriamente una novità, anche se il 2016 è stato un anno diverso dagli altri.

export

Dal 2008 le misure protezionistiche – ne esistono diverse come i dazi commerciali all’export, all’import e all’anti-dumping… – introdotte dai diversi Paesi del mondo sono state oltre 3.500. “Quasi un quarto di queste – osserva il SACE – impongono l’obbligo di avere almeno una certa percentuale di un prodotto o servizio realizzato nel Paese, soprattutto per prodotti elettronici e veicoli”.
A ricorrere spesso alle misure protezionistiche sono stati soprattutto i Paesi del G-20, la sigla che raccoglie le venti principali economie mondiali, a partire dagli Stati Uniti – quello statunitense è il terzo mercato di destinazione dell’export italiano – che ogni quattro giorni ne hanno introdotto una (complessivamente l’Italia ne ha adottate 207 dal 2008 al 2016).
Il protezionismo ha un impatto notevole sugli scambi commerciali. Specialmente se si considera che, come sottolineato dal SACE, i dieci settori più colpiti dalle misure protezionistiche rappresentano il 41% circa del commercio mondiale, che ha subito (inevitabilmente) una contrazione. Dal 2008 al 2016 è cresciuto ad un tasso medio annuo del 2,9%, una percentuale inferiore al 7,3% registrato nel periodo precedente che va dal 2000 al 2007.
Tempo fa – era il marzo del 2013 –, la Commissione europea sulle barriere al commercio e agli investimenti aveva provato a quantificarne l’impatto sull’export dell’Ue, stimando i costi del protezionismo, in termini di mancate esportazioni a causa degli ostacoli incontrati dalle imprese dei Paesi che subiscono le barriere, in una cifra compresa tra i 120 e i 130 miliardi di dollari nell’arco di tre anni.
Il 2017 potrebbe non essere un anno particolarmente positivo: le stime dell’Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) prevedono una crescita compresa tra l’1,8 e il 3,1%.

 

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