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A cosa serve l’oro delle banche centrali

Le banche centrali possono utilizzare l'oro, vendendolo o acquistandolo, per diversi motivi
di Mirko Spadoni

Nel 2016 la Bundesbank – la banca centrale tedesca – s’è data un gran da fare, ‘rimpatriando’ 216 tonnellate di oro in suo possesso e custodite, fino ad oggi, a New York e Parigi. Nell’ultimo triennio sono tornate in Germania diverse tonnellate d’oro (37 nel 2013, 120 nel 2014 e 210 nel 2015). La Bundesbank è a metà dell’opera, dunque: il 16 gennaio del 2013, la banca centrale tedesca annunciò l’intenzione di voler ‘rimpatriare’ complessivamente 674 tonnellate d’oro entro il 2020 (l’oro tedesco fu depositato all’estero durante la Guerra fredda).

oro

Ogni Paese ha la sua riserva aurea – lavoce.info scrive che “oggi le banche centrali detengono circa un terzo dello stock mondiale di oro (escludendo quello in uso a fini di gioielleria)”, pari a 33mila tonnellate – e quella italiana è particolarmente consistente: il quantitativo d’oro in possesso della Banca d’Italia è il terzo al mondo – via Nazionale possiede 2.452 tonnellate (metriche) d’oro, costituite soprattutto da lingotti e per una parte minore da monete –, dopo quello della Federal Reserve statunitense e la Bundesbank tedesca (la riserva aurea della Banca d’Italia diventa quarta per grandezza, se si considera anche quella del Fondo monetario internazionale). “Al 31 dicembre 2015 – scrive Palazzo Koch – il controvalore del quantitativo di oro di proprietà dell’Istituto era pari a circa 77 miliardi di euro”.
Le banche centrali possono utilizzare l’oro, vendendolo o acquistandolo, per diversi motivi: per scopi finanziari, per variare il livello delle riserve, ma l’oro può essere poi dato in deposito per ricavare un reddito e può essere utilizzato come garanzia per ottenere dei prestiti sul mercato (nel 1976, ad esempio, la Banca d’Italia utilizzò una parte delle proprie riserve auree come garanzia di un prestito ricevuto dalla Bundesbank).
Non tutto l’oro tornerà in Germania, però: una parte – il 37% delle riserve auree tedesche, secondo i piani della Bundesbank – resterà negli Stati Uniti, mentre il 13% continuerà ad essere custodito a Londra (ad oggi la banca centrale tedesca è in possesso di 3.378 tonnellate d’oro).
Una scelta dettata dalla convenienza: la Banca d’Italia spiega che, oltre alle ragioni storiche legate ai luoghi in cui l’oro fu acquistato, “un quantitativo delle riserve viene custodito in prossimità delle principali piazze dove viene negoziato l’oro al fine di avere la possibilità, in caso di necessità, di poter vendere rapidamente e di minimizzare i costi legati al trasporto del metallo”. A differenza della Bundesbank, la Banca d’Italia non intende ricollocare parte delle proprie riserve auree.

 

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