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Le diverse velocità della crescita economica

Nel quarto trimestre il Pil dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4% rispetto al terzo trimestre e dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bene la Spagna che segna un +0,7% e un +3%, delude la Grecia
di Redazione

La ripresa economica dell’Europa si conferma a diverse velocità, mostrando ritmi di crescita che differiscono da paese a paese. Si osserva ancora un certo grado di incertezza, pur in un contesto di miglioramenti, quali il contributo della domanda interna (consumi e investimenti) che ha caratterizzato in particolare l’andamento economico di alcuni paesi dell’Eurozona.

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Nel corso del quarto trimestre l’economia dell’area della moneta unica ha messo a segno una crescita inferiore a quella indicata dalle precedenti previsioni. Tra ottobre e dicembre l’Eurostat ha infatti registrato una crescita del Pil dell’Eurozona pari al +0,4% congiunturale e al +1,7% tendenziale, mentre le stime indicavano rispettivamente un +0,5% e un +1,8%. L’Ue28 ha invece registrato un +0,5% e un +1,8%.
Ma come sono andate le singole economie dell’area? Gli ultimi dati (preliminari) dell’Istat, per esempio, parlano di una crescita dello 0,2% tra il terzo ed il quarto trimestre e di un +1,1% rispetto al quarto trimestre del 2015. Un dato che porta la crescita per l’intero 2016 a +0,9% (+1% il dato corretto per effetti di calendario).
La crescita congiunturale registrata in Italia è dunque inferiore rispetto alla media dell’Eurozona, ma anche inferiore alle crescite registrate dai principali partner. In Germania la crescita congiunturale del Pil è stata infatti dello 0,4%, in linea con la media dell’Eurozona e superiore al +0,1% registrato nel trimestre precedente; +0,4% anche in Francia, mentre nel Regno Unito si è registrato un +0,6%.
In Spagna l’incremento congiunturale del Pil è stato di 0,7 punti percentuali: tra i più alti dell’Ue dopo Polonia, +1,7%, Romania, + 1,3%, Lituania, +1,3%; Bulgaria, +0,9% e Slovacchia +0,8%. Il caso spagnolo è piuttosto significativo, con forti recuperi nel mercato del lavoro e nella produzione industriale, cresciuta in maniera costante nell’ultimo periodo (anche se, proprio in chiusura d’anno, ha registrato un rallentamento rispetto ai ritmi rilevati in precedenza).
Per quanto riguarda invece i confronti tendenziali, mentre l’Italia registra un +1,1%, la crescita maggiore registrata tra i principali partner dell’Unione europea risulta essere quella della Spagna, che tra il quarto trimestre del 2015 e lo stesso periodo del 2016 riporta un aumento del Prodotto interno lordo del 3%. In generale è stata la Romania a registrare l’incremento maggiore: +4,8%. La Germania registra invece un +1,8%, la Francia un +1,1% e il Regno Unito un +2,2%.
Male invece la Grecia, che dopo due trimestri in crescita congiunturale (+0,3% nel secondo trimestre e +0,9% nel terzo), riporta un nuovo calo del Pil dello 0,4%. Rispetto al 2015 il Pil ellenico è invece aumentato dello 0,3%, rallentando pesantemente rispetto al +2,2% tendenziale registrato nel terzo trimestre.

 

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