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MIDO 2017: così il settore dell’occhialeria

Un comparto in costante crescita. Testa negli Stati Uniti e produzione in Italia: il caso Illesteva e l'importanza del Made in Italy
di Fabio Germani

Nel 2017 il fatturato dell’intero sistema produttivo italiano dovrebbe crescere dell’1,6%, stima il Cerved nel report Industry Forecast 2015-2017. Tra i singoli comparti spicca quello dell’occhialeria: +7,1%. Nell’ambito moda – che comunque gode di ottima salute, come evidenzia l’ultimo rapporto del centro studi Mediobanca – è uno dei settori che meno ha sofferto gli effetti negativi della crisi economica. Il 2015 è stato un anno esaltante (trainato in particolare dall’export). In lieve rallentamento il 2016, ma pur sempre in crescita. La dimensione strutturale – tralasciando i gruppi multinazionali e colossi quali Luxottica, che ha da poco annunciato la fusione entro l’anno con la francese Essilor – conta un numero importante di piccole e medie imprese, specializzate nella produzione di montature, lenti e componenti varie. Anche su scala mondiale il mercato risulta essere in crescita costante (complice, almeno in parte, l’invecchiamento della popolazione). Ma il trend positivo non comprende il solo segmento degli occhiali da vista. Quelli da sole, infatti, stanno cominciando a registrare vendite maggiori nelle piazze emergenti, tipo in Africa e in Asia. E nuovi operatori, intanto, fanno capolino.

settore_occhialeria

MIDO 2017 AL VIA (25-27 febbraio)
L’aspetto estetico non può essere trascurato. Che siano correttivi o per proteggersi dai raggi solari, gli occhiali rappresentano uno status, sono un elemento descrittivo della personalità di chi li indossa. Tondi o squadrati, design minimale o forme futuristiche, il MIDO – la grande rassegna dell’occhialeria in programma a Milano dal 25 al 27 febbraio nei padiglioni della Fiera di Rho – è l’occasione giusta per conoscere le ultime tendenze in fatto di eyewear. L’edizione di quest’anno si preannuncia particolarmente ricca: 1.500 metri quadrati in più di superficie espositiva per 127 nuove aziende presenti alla manifestazione. Grandi marchi, certo, ma pure realtà che fanno dell’innovazione e della creatività i propri punti di forza per competere nel mercato.
illestevaTra le proposte più interessanti Illesteva, quasi un caso di scuola che potremmo riassumere così: testa negli Stati Uniti, produzione in Italia. L’impresa è stata fondata a New York nel 2010 da Daniel Silberman e Justin Salguero. Le montature sono progettate negli USA e realizzate in Italia da aziende del settore (alcuni modelli vengono prodotti invece in Francia). L’idea è quella di abbinare forme classiche a materiali innovativi, nel rispetto dei migliori standard qualitativi. In poco tempo il brand ha ottenuto successo anche grazie alla collaborazione di personaggi legati al mondo della moda, della musica, dell’arte o dello sport, da Beyoncé a Rihanna passando per Lady Gaga, da Lewis Hamilton a Daniel Craig e Julia Roberts. Un uso intelligente dei social ha inoltre contribuito a far conoscere il marchio – che dal gennaio 2016 viene distribuito in Italia da Open Channel (società specializzata proprio nella distribuzione di brand destinati alla fascia alta del mercato ottico italiano, che oltre a Illesteva cura i marchi coreani Irresistor, Stealer e Muzik) – fuori dai confini statunitensi. Perché scegliere l’Italia come centro produttivo? Perché il Made in Italy soddisfa appieno i requisiti di qualità richiesti e poi, in questo campo, il nostro paese può vantare una storica eccellenza delle produzioni.

I NUMERI DEL SETTORE IN ITALIA
Nonostante il fatturato in crescita, Cirillo Marcolin – presidente di Anfao (Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici di Confindustria) e di MIDO – dice in un’intervista al Corriere delle Alpi che «ci dobbiamo abituare a tassi di crescita più contenuti rispetto al passato». La produzione, cresciuta nell’ultimo periodo a ritmi inferiori, è stata condizionata dal rallentamento dell’export, che al contrario nel 2015 aveva favorito il settore. Per rendere l’idea: nel periodo gennaio-ottobre di quell’anno la produzione di occhiali e lenti aveva messo a segno un +12,5%, a quota 3,5 miliardi. Se nel periodo considerato l’export – il 90% della produzione – era aumentato del 12,7%, nel primo semestre del 2016 ha invece registrato una crescita tendenziale del 4,7% (+3,7% la produzione lo scorso anno). Nel 2015 anche il mercato interno ha fatto segnare un notevole contributo, con un recupero del 5,7%, il rialzo più significativo dal 2007. Il numero delle imprese è rimasto pressoché stabile: 870 nel 2015, 862 nel 2016. Positivi i livelli occupazionali: il settore impiegava alla fine del 2015 più di 17 mila dipendenti (+6,5% rispetto all’anno precedente, senza contare le altre tipologie contrattuali) e nel 2016 la quota di addetti si è attestata a 17.250 unità. Sul “ritorno” del Made in Italy – di cui Illesteva è un esempio – l’Anfao osserva in uno dei suoi report che gli aumenti dei costi in quei paesi in cui la produzione è di solito più conveniente (su tutti la Cina) hanno spinto molte aziende a investire di nuovo in Italia. Perciò sono cambiate domanda e offerta: il Made in Italy si colloca in una gamma di prezzo medio-alta, ma i consumatori sono disposti a spendere di più. Insomma, i maggiori costi per le aziende sono più che compensati dai benefici in termini di immagine e qualità del prodotto.

@fabiogermani

 

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