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Attacchi informatici: una minaccia per le imprese

Lo sviluppo delle tecnologie per la cyber-security rappresenta anche una grande opportunità di crescita
di Mirko Spadoni

Il Guardian ha rivelato che nella primavera del 2016 alcuni hacker russi hanno attaccato il ministero degli Esteri italiano. Lo hanno fatto invano, fortunatamente: una fonte del governo italiano citata dal quotidiano britannico sostiene che nessuna informazione “sensibile” o “secretata” è entrata in possesso degli hacker. Il coinvolgimento diretto di Mosca non è certo: il Cremlino ha smentito il Guardian, sottolineando che “non ci sono fatti che provano questa affermazione”. Ma indipendentemente dalla sua paternità, l’attacco informatico contro la Farnesina non è un episodio isolato.

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L’ultimo rapporto del Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, sostiene che il 2016 è stato un anno particolarmente movimentato. Rispetto al 2015, a livello mondiale, sono cresciuti tanto gli attacchi di phishing – ovvero le truffe attraverso le quali si rubano i dati personali degli utenti – e della cyberwarfare – ovvero la “guerra informatica” tra Stati e organizzazioni –, aumentati (rispettivamente) del 1116% e del 117%.
Complessivamente il cybercrime – ovvero i reati compiuti con l’obiettivo di estorcere denaro alle vittime o di sottrarre informazioni per ottenere dei ricavi – è la causa del 72% degli attacchi registrati nel 2016 a livello globale, confermando un trend di crescita costante dal 2011, quando si attestava al 36% del totale.
“Nella situazione attuale i rischi cyber non solo stanno crescendo sensibilmente ma continuano a non essere gestiti in modo efficace, ovvero sono fuori controllo”, ha osservato Andrea Zapparoli Manzoni, tra gli autori del Rapporto Clusit 2017. Difficile non essere d’accordo.

IN ITALIA INVESTIMENTI ANCORA MODESTI
Nel 2016, in Italia gli investimenti nella sicurezza ICT – acronimo che sta per Information and Communications Technology –, di cui la cyber-security è solo una parte, sono aumentati del 5% rispetto all’anno precedente, arrivando a sfiorare un miliardo di euro (972 milioni di euro), con una spesa concentrata tra le grandi imprese (74% del totale). “Considerato il livello delle minacce attuali ed il loro tasso di crescita, appare francamente sconcertante che in Italia si spenda un solo euro in Information Security (e solo una frazione di questa cifra per attività di cybersecurity) per ogni 66 euro spesi in ICT (pari cioè all’1,5% della spesa in ICT)”, si legge nel rapporto del Clusit. Occorre investire qualcosina di più.

I DANNI ECONOMICI PER LE IMPRESE
Stando alle previsioni contenute nel Report Global Risks 2014 del World economic forum, nel 2020 le perdite economiche causate da attacchi cyber potrebbero arrivare fino a tremila miliardi di dollari. Nel suo ultimo rapporto Italia, l’Eurispes osserva che gli attacchi informatici causano alle sole imprese italiane danni per 9 miliardi di euro l’anno. Secondo l’Annual Cybersecurity Report 2017 della CISCO, “per le imprese che hanno subito un attacco, l’effetto è stato notevole: il 22% ha perso clienti – il 40% ha perso oltre il 20% della propria base di clienti –; il 29% ha perso fatturato – il 38% ha subito perdite per oltre il 20% delle entrate –; il 23% ha perso delle opportunità di business”.

I POSTI DI LAVORO CREATI DALLA CYBER-SECURITY
Lo sviluppo delle tecnologie per la cyber-security non è solo un’esigenza per la sicurezza dell’Italia, ma anche una grande opportunità di crescita. Secondo il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Massimo Inguscio, il mercato mondiale della sicurezza dovrebbe crescere molto nei prossimi anni, passando dai 75 miliardi di dollari del 2015 ai 170 miliardi del 2020, creando anche nuova occupazione: secondo le stime, la domanda mondiale di posti di lavoro sarà di 6 milioni entro il 2019, con un deficit previsto di 1,5 milioni di posti.

LE POTENZIALI VITTIME DEGLI ATTACCHI INFORMATICI
Nella Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2016, presentata a Palazzo Chigi il 27 febbraio, il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica sottolinea che “i potenziali obiettivi” degli attacchi informatici sono diversi. L’elenco stilato dall’intelligence italiana include: governi, organi istituzionali, enti finanziari, imprese, infrastrutture strategiche e funzionali all’erogazione di servizi alla società civile, fino a singoli cittadini.

 

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