Imprese: l’export crea occupazione | T-Mag | il magazine di Tecnè

Imprese: l’export crea occupazione

Negli ultimi anni l'aumento dei nuovi posti di lavoro è un fenomeno relativamente più diffuso tra le aziende che esportano rispetto a quelle che non sono presenti sui mercati esteri
di Redazione

L’ultimo rapporto del CER – il Centro Europa ricerche – rivela che le imprese italiane esportatrici hanno contribuito alla creazione di nuovi posti di lavoro, anche negli anni della crisi economica.
L’analisi del CER sull’integrazione internazionale e l’occupazione in Italia – il rapporto è stato realizzato con il sostegno di Unindustria – osserva che le imprese italiane presenti sui mercati esteri sono più propense a generare nuova occupazione rispetto alle concorrenti non esportatrici.

l43-spagna-disoccupazione-immigrazione-120921171146_big

I dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere lo confermano, rilevando che nel 2016 oltre il 36% delle imprese esportatrici ha previsto per lo stesso anno di assumere nuovo personale. La quota delle imprese non esportatrici, che hanno dichiarato la stessa intenzione, è molto più bassa e pari soltanto al 17%.
Le sfide del mercato internazionale richiedono profili altamente qualificati: il 9,8% delle imprese esportatrici ha previsto l’assunzione di professioni intellettuali e scientifiche contro il 4,3% delle aziende non presenti all’estero.
Un rapporto dell’ICE – l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – ha cercato di verificare se l’attività di export ha svolto (davvero o meno) un ruolo determinante nella creazione di nuovi posti di lavoro.
Per riuscirci, il report ha confrontato le performance occupazionali delle imprese attive sui mercati esteri con quella delle concorrenti che, sulla base delle loro caratteristiche strutturali ed economiche, avevano una probabilità di esportare pari a quella delle imprese esportatrici ma che, al contrario di queste ultime, hanno concentrato le proprie vendite sul solo mercato nazionale. Il rapporto ha messo così a confronto imprese (esportatrici e non) sostanzialmente equivalenti tra di loro, sotto diversi punti di vista (numero di addetti, settore di attività economica, localizzazione geografica della sede legale, produttività del lavoro, età aziendale).
Dall’indagine, ad esempio, emerge che nell’anno considerato – il rapporto analizza la stima della variazione di posizioni lavorative tra il quarto trimestre 2014 e il quarto trimestre 2015 – la presenza sui mercati esteri è stata accompagnata da una dinamica occupazionale leggermente migliore: dopo la crisi economica, gli esportatori hanno aumentato i posti di lavoro del 3,7%, a fronte del +3,1% dei non esportatori.

 

Scrivi una replica

News

Trump: “Non ho mai detto di voler dare armi agli insegnanti”

“Non ho mai detto ‘diamo armi agli insegnanti’. Quello che ho detto è guardare alla possibilità di dare armi a insegnanti esperti di armi con…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Inps: “Nel 2017 488mila posti di lavoro, solo il 23% a tempo indeterminato”

“Alla fine del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra i flussi di assunzioni e cessazioni registrati nel corso dell’anno pari a +488.000,…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Giustizia, via libera alla riforma delle carceri

Il governo ha dato il via libera a tre decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario. “E’ un lavoro in progress, lavoriamo con strumenti diversi con…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Commercio, dal 2008 meno negozi più bar-ristoranti e hotel

Attualmente rispetto al 2008, in Italia, ci sono circa 62mila negozi in meno (-10,9%), 39mila bar-ristoranti-hotel in più e una grande crescita delle imprese commerciali…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia