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Gli italiani e le opinioni sulla legittima difesa

L'uso delle armi deve essere considerato legittima difesa anche quando è minacciata l'incolumità fisica secondo il 41% degli intervistati da Tecnè. Un 44% è favorevole a possedere liberamente un'arma per difendersi, un altro 44% è invece contrario. Nel sondaggio condotto per "Porta a Porta" anche i pareri in vista delle primarie Pd e le intenzioni di voto
di Redazione

Il 60% degli intervistati ritiene sicura la propria zona di residenza (27% molto, 33% abbastanza), ma in generale ci si sente più insicuri a causa della giustizia insufficiente (23%), dei troppi immigrati (37%), dello scarso controllo del territorio (27%). E l’uso delle armi, sostengono nel 41% dei casi, deve essere considerato legittima difesa anche quando è minacciata l’incolumità fisica ma non c’è pericolo di morte (per il 24% solo se c’è un reale politico di vita, per il 23% quando la proprietà viene violata). Nell’ultimo sondaggio per Porta a Porta, Tecnè ha sondato i pareri degli italiani sul tema della legittima difesa alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca (il caso del ladro ucciso dal ristoratore di Gugnano). Rispetto alla possibilità di possedere liberamente un’arma per difendersi l’opinione pubblica appare spaccata: il 44% si dice favorele, ma una quota analoga è contraria perché incentiverebbe la giustizia “fai da te”. In generale – è così per il 65% degli interpellati – si ritiene non essere cambiato nulla quando viene chiesto di esprimere un giudizio sulla percezione della sicurezza rispetto a tre anni fa, ma si sente meno sicuro il 20% del campione. Il 15%, invece, risponde di sentirsi più sicuro.
Ma cosa farebbero, gli intervistati, in caso di pericolo e di minaccia all’incolumità fisica? Sicuramente sparerebbero nel 19% dei casi, probabilmente nel 33%. Al contrario sostiene di non agire in questo modo – probabilmente – il 19% e – sicuramente – il 13% (non sa il 16%).

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LE PRIMARIE DEL PD
Tecnè si è occupata anche delle primarie del Partito democratico per la scelta del nuovo segretario. Il 52% (base: chi andrà a votare alle primarie) afferma che voterà per il segretario uscente Matteo Renzi, il 31% per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il 17% per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (incerto il 9%).

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LE INTENZIONI DI VOTO
Se si votasse oggi il Movimento 5 Stelle risulterebbe essere il primo partito con il 29% dei consensi, tuttavia in calo rispetto ad un mese fa (-1%). Il Partito democratico, anche a causa della scissione, perde il 6% e si attesterebbe ora al 23% mentre Democratici e Progressisti otterrebbe il 6,5%. Campo Progressista – il progetto politico promosso da Giuliano Pisapia – otterrebbe invece il 2%. Stesso risultato per Sinistra Italiana. Forza Italia e Lega Nord si attesterebbero rispettivamente al 13,5% e al 13%, Fratelli d’Italia al 5,5%, NCD all’1,5%, altri al 4%. L’area degli incerti/astensione si attesterebbe al 49,5%.

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NOTA METODOLOGICA
Titolo dell’indagine: Le primarie del Partito Democratico, la situazione politica nazionale e le opinioni sulla legittima difesa
Tipo di campione: rappresentativo della popolazione di 18 anni e oltre residente in Italia
Articolazione del campione: sesso, età e area geografica Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Numerosità del campione complessivo: 1.200 casi Margine di errore : +/- 2,8%
Sovra-campionamento degli elettori del PD delle Europee 2014: 500 casi Totale casi utilizzati per la stima delle intenzioni di voto alle primarie: 811 Margine di errore sulla stima delle intenzioni di voto alle primarie: +/- 3,4%
Metodo di rilevazione: CATI: 600 (200) – CAMI 400 (200) – CAWI 200 (100) (tra parentesi la quota di sovra-campionamento)
Data di effettuazione delle interviste: 12 marzo 2017
Committente: Porta a Porta
Soggetto realizzatore: Tecnè S.r.l.

 

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