I rischi per il commercio mondiale | T-Mag | il magazine di Tecnè

I rischi per il commercio mondiale

In generale gli scambi torneranno a crescere, ma i livelli precedenti all'inizio della crisi economica restano lontani
di Redazione

L’ultimo dato diffuso dall’ISTAT, relativo alle esportazioni nei Paesi extra-UE, indica una crescita consistente su base annua. A febbraio 2017 l’export è in aumento su base annua (+3,6%, che si amplia a +5,7% eliminando l’effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi).
L’ISTAT osserva che la crescita è ascrivibile per oltre la metà all’energia (+74,8%) e – in misura minore – ai beni di consumo non durevoli (+6,1%) e ai beni strumentali (+0,9%). A crescere è il commercio mondiale nel suo insieme, però: nella Congiuntura Flash di marzo, il Centro studi Confindustria (CsC) osserva che il commercio globale sta crescendo ai ritmi più elevati da due anni e mezzo.

loading-652296_1280

Nel dettaglio, dopo l’incremento registrato nel quarto trimestre del 2016 (+1,1%), la crescita è proseguita anche all’inizio dell’anno successivo: la variazione acquisita nel primo trimestre del 2017 – ovvero la crescita ottenuta anche in presenza di una variazione nulla a marzo – è pari al +1,2%.
A trainare il commercio globale sono le maggiori importazioni degli Stati Uniti – nel quarto trimestre del 2016, l’import statunitense è cresciuto del 2% su base trimestrale – e dei paesi emergenti asiatici (+3,1%).
Il CsC osserva che non mancano fattori d’incertezza e ne indica diversi, definendoli “rischi”. L’elenco comprende: il diffondersi del protezionismo (ribadito dall’esito del G-20) e di altre misure di “stampo populistico” – misure “adottate anche da governi che non si presentano come tali” – l’incertezza politica, con alcune importanti elezioni in programma nell’UE – dopo il turno dei Paesi Bassi, toccherà a Germania e Francia – e le conseguenze degli esiti elettorali nel 2016 (il referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea e la vittoria di Donald Trump alle presidenziali statunitensi).
L’export italiano non dovrebbe risentirne: secondo le stime del SACE, le esportazioni dal nostro Paese cresceranno del 3,8%, per poi accelerare leggermente l’anno successivo (+3,9%) e nel 2019 (+4,1%).
Tuttavia, nonostante l’andamento al rialzo, la crescita attesa per i prossimi anni è più moderata rispetto a quella registrata prima dell’inizio della crisi economica: tra il 2004 e il 2007, l’export italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo superiore (+9,2%).

 

Scrivi una replica

News

Produzione industriale, CsC: “Ad aprile in aumento su base mensile (+0,6%)”

Ad aprile la produzione industriale è aumentata dello 0,6% rispetto a marzo. Lo rileva il CsC, il Centro studi Confindustria, attraverso la diffusione di una…

28 Apr 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Ue, Renzi: “L’Europa ha bisogno di un cambiamento”

“L’Europa va salvata dai populisti”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del Partito democratico, Matteo Renzi, intervenendo nel corso di una conferenza stampa nei…

28 Apr 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Trump: “Pensavo fosse più facile fare il presidente”

“Amavo la mia vita precedente, mi occupavo di così tante cose. Ora lavoro di più che nella mia vita precedente. Pensavo sarebbe stato più facile”.…

28 Apr 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Istat: “Inflazione all’1,8% ad aprile, ai massimi da 4 anni”

“Nel mese di aprile 2017, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello…

28 Apr 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia