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Il contributo degli stranieri e dei giovani al settore agricolo

Cresce il numero delle aziende guidate da imprenditori con meno di 35 anni. Bene anche le imprese under-35 al femminile
di Redazione

Recentemente la Confederazione italiana degli agricoltori (CIA) ha diffuso due studi sul settore primario dell’economia italiana. In uno disegna un quadro sull’andamento del settore stesso, in un altro (uscito qualche giorno fa) si concentra invece sul contributo che le aziende del comparto gestite da stranieri danno all’intero sistema economico del Paese.

Secondo i calcoli più recenti il settore legato all’agricoltura fattura oltre 57 miliardi di euro l’anno, generando 38 miliardi di euro solo grazie all’export di prodotti alimentari del Made in Italy. Nello stesso periodo però, spiega la Confederazione, i redditi degli agricoltori si sono contratti dell’8% annuo, contro il -2% registrato per la media dell’Unione europea.
Nonostante a fine 2016 l’agricoltura abbia contribuito meno degli altri settori all’aumento del Pil del Paese (diminuendo del 7,5% tra il quarto trimestre del 2015 e lo stesso periodo del 2016), nel corso dell’ultimo biennio il suo apporto è stato fondamentale per la ripresa dell’economia italiana.
Nel secondo studio, relativo alla presenza di stranieri nel settore, la Confederazione italiana degli agricoltori spiega che le imprese agricole o alimentari gestite in Italia da imprenditori di altre nazioni hanno generato introiti per lo Stato pari a undici miliardi di euro, di cui sei miliardi in oneri fiscali e cinque miliardi in oneri previdenziali.
Un altro dato interessante riguarda l’imprenditorialità giovanile nel settore. Mentre il numero totale delle iscrizioni di nuove aziende si è nuovamente ridotto dello 0,3% (rallentando comunque rispetto agli anni precedenti), quelle condotte da Under 35 – che rappresentano il 6,92% delle imprese agricole totali – hanno invertito la rotta (negli anni precedenti avevano riportato cali compresi tra il 3% ed il 7%), mettendo a segno un +5,64% e arrivando a toccare le 52.388 unità.
Anche per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, i risultati migliori sono stati messi a segno dalle under-35: a fronte del calo dello 0,46% che ha interessato il totale delle imprese agricole guidate da donne, per quelle guidate da imprenditrici con meno di 35 anni si registra invece un +5%.

 

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