Mercato del lavoro: c’è da essere soddisfatti? | T-Mag | il magazine di Tecnè

Mercato del lavoro: c’è da essere soddisfatti?

Molti enfatizzano il dato di incremento degli occupati su base annua, ma qual è la lettura corretta della situazione?
di Fulvio Fammoni

L’ISTAT nel primo paragrafo del rapporto di febbraio su Occupati e disoccupati, conferma che l’andamento dell’occupazione è entrato sostanzialmente in fase di stallo negli ultimi quattro mesi. Eppure molti enfatizzano il dato di incremento degli occupati su base annua. Qual è dunque la lettura corretta della situazione?

La realtà del lavoro nell’ultimo anno vede un forte incremento degli ultra cinquantenni (+400 mila su base annua) in buona parte grazie anche al sensibile calo dei pensionamenti; un cospicuo decremento nella fascia di età fra 25 e 49 anni (-123 mila unità) e a una sostanziale stabilità dei più giovani (+15 mila). Si arriva così al dato di +290 mila occupati su base annua. Né va meglio se invece si prende a riferimento il confronto tra gli ultimi due trimestri e addirittura il quadro peggiora se si comparano gennaio e febbraio 2017.
Se poi, si esaminano qualitativamente questi dati, ci si accorge che, ad esempio, a febbraio 2017 i dipendenti stabili sono calati di 17 mila unità rispetto a gennaio e i dipendenti a termine sono aumentati di 23 mila. Il sorpasso dei lavori precari su quelli stabili riguarda anche gli ultimi due trimestri e l’ultimo anno.
C’è dunque da essere soddisfatti? La risposta è no e dovrebbe essere quella di tutti sulla base della lettura dei dati ufficiali.
Cala la disoccupazione, che resta però ancora di circa 3 punti più alta del 2012; di 2 punti superiore alla media della UE a 19 ed il quinto peggior dato fra i paesi dell’eurozona simile a quello di Cipro e della Croazia (sic).
In ogni caso, non si può tutte le volte, secondo la convenienza, cambiare il giudizio sull’andamento di disoccupazione e inattività. Quando la disoccupazione sale e l’inattività diminuisce si afferma che è positivo che le persone si rimettano in cerca di lavoro. Quando la disoccupazione cala e cresce l’inattività invece si evidenzia solo il primo aspetto.
L’inattività italiana è al top in Europa, ed è evidente che all’interno di quest’area si colloca una quota di disoccupazione non rilevata dai parametri ufficiali. Infatti, il tasso di occupazione italiano, simile a quello spagnolo, riscontra oltre 6 punti di differenza nella disoccupazione, spiegabile solo con un meccanismo di vasi comunicanti tra i due valori.
In sintesi, dopo l’aumento delle assunzioni nel 2015 – che si può affermare in modo definitivo essere legate a incentivi peraltro estremamente onerosi –, l’occupazione è entrata in fase di stallo. In mancanza di investimenti e di politiche economiche espansive che rilancino lo sviluppo e influiscano positivamente sul clima di sfiducia economica, il sistema produttivo italiano non genera quantità di lavoro sufficienti malgrado una sempre più crescente predominanza di lavoro precario.

*presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio

 

Scrivi una replica

News

Unicredit ha subito un attacco informatico, violati dati di 400 mila clienti italiani

UniCredit ha reso noto di aver subito un attacco informatico ai propri sistemi “con accesso non autorizzato a dati di clienti italiani relativi solo a…

26 Lug 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Fmi: troppo lenti i progressi per la riduzione dei crediti deteriorati

Secondo il Fondo monetario internazionale, i progressi compiuti dall’Italia per la riduzione dei crediti deteriorati “sono stati troppo lenti”. La riduzione tra il 2016 ed…

25 Lug 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Mediaset: Adriano Galliani nominato presidente di Premium

L’ex amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, è il nuovo presidente di Mediaset Premium. L’annuncio in una nota dell’azienda: “Alla vigilia dei nuovi bandi d’asta…

25 Lug 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »

Aeroporti: passeggeri in crescita del 6,7% nei primi sei mesi del 2017

Sono stati complessivamente 80,5 milioni i passeggeri che nel corso dei primi sei mesi del 2017 hanno transitato negli aeroporti italiani. Una cifra, quella comunicata…

25 Lug 2017 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia