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Esportazioni: il contributo delle Pmi

Confartigianato osserva che i circa tre quarti delle esportazioni italiane delle MPI si concentrano nelle economie avanzate
di Redazione

L’ISTAT ne ha certificato la crescita – nel 2016 le esportazioni italiane sono aumentate dell’1,1% su base annua –, sebbene l’incremento è meno consistente rispetto al 2015. Una recente indagine di Confartigianato sottolinea che un contributo importante è stato offerto dai settori a maggior concentrazione di medie e piccole imprese.

Un’analisi di Confartigianato (Made in Italy nei settori di MPI nel 2016. Prodotti, mercati e territori) rivela che l’export dei settori dove la concentrazione di MPI è maggiore – nove comparti, che rappresentano il 7% del Prodotto interno lordo, in cui la quota degli occupati in imprese con meno di 50 addetti è superiore al 60% – sono cresciute su base annua (+1,3%) e ad un ritmo (leggermente) superiore al manifatturiero (+1,2%).
Gli incrementi sono entrambi in rallentamento, ma i settori di MPI segnano per il quinto anno consecutivo una performance migliore rispetto a quella del Manifatturiero.
Confartigianato registra crescite superiori alla media nel comparto alimentare (+3,6%). Un dato che non deve sorprendere: a gennaio, un’indagine della Coldiretti, realizzata sulla base dei dati ISTAT relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2016, ha rilevato che le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani hanno raggiunto il massimo storico, arrivando a quota 38 miliardi di euro.
A crescere è stato anche il Legno (+3,6%) e l’Abbigliamento (+2,3%), l’unico comparto con dinamica del 2016 migliore di quella rilevata nel 2015.
Altri settori (altre industrie manifatturiere, pelle e mobili) sono cresciuti a ritmi inferiori alla media.
L’analisi osserva che i circa tre quarti delle esportazioni italiane delle MPI (74,4%) si concentrano nelle economie avanzate (+1,9% rispetto al 2015).
Il discorso prende una piega diversa per i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo – in questo caso l’export è diminuito dello 0,4% –, dove diversi fattori (alti livelli d’indebitamento, tensioni valutarie e instabilità geopolitiche) rappresenteranno dei rischi per le esportazioni italiane nel 2017, secondo il Focus On “Mappa dei Rischi 2017” del SACE.

 

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