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Mercato del lavoro: così la disoccupazione di lunga durata

In calo nel 2016 sull'anno precedente, l'incidenza dei senza lavoro sul totale dei disoccupati resta comunque elevata rispetto al periodo 2007-2009
di Redazione

Gli ultimi dati sul lavoro mostrano un trend positivo riguardo la partecipazione, con l’inattività in calo, sintesi dell’incremento degli occupati e di chi è in cerca di un impiego. In particolare, nell’ultimo periodo dello scorso anno, si è osservata una maggiore transizione dall’inattività verso lo stato di disoccupazione e, anche se in misura più contenuta, verso quello di occupazione.

Considerando il medesimo periodo di riferimento – il quarto trimestre del 2016 – si nota una maggiore quota di disoccupati che, a distanza di 12 mesi, sono passati alla condizione di occupati (dal 23,2% tra il quarto trimestre 2014 e il quarto trimestre 2015 al 24,6% nell’analogo periodo tra il 2015 e il 2016; fonte Istat), una situazione che ha interessato molto anche la componente femminile.
In generale – nel 2016 – poco meno di sei disoccupati su dieci cercano lavoro da oltre un anno, in riduzione dal 58,1% di un anno prima (0,7 punti percentuali in meno). Le convenzioni internazionali – spiega l’Istat nel rapporto Noi Italia 2017 – definiscono come disoccupato di lunga durata una persona in cerca di occupazione da almeno un anno (12 mesi).
La disoccupazione di lunga durata continua ad essere un problema molto sentito quando si osservano le dinamiche legate al mercato del lavoro, perché spesso chi è in cerca di un nuovo impiego incontra difficoltà a ricollocarsi per ragioni anagrafiche, competenze non aggiornate o scarsa domanda dal lato delle imprese.
Lo scorso anno, dunque, l’incidenza percentuale dei disoccupati di lunga durata sul totale dei disoccupati si è attestata al 57,3%, in diminuzione dal 58,1% del 2015 e soprattutto dal 60,7% del 2014 (il punto più alto dall’inizio della crisi economica).
Il risultato, per quanto in miglioramento, risulta tuttavia ancora distante del periodo 2007-2009. I disoccupati di lunga durata erano – al 2009 – il 44,3% del totale (+13% nel 2016). È dal 2010, infatti, che si inverte la rotta, quando si attestò al 48% per poi crescere costantemente fino al picco del 2014. A livello europeo, al quarto trimestre del 2016, l’incidenza dei disoccupati di lungo periodo è stata pari al 46,6% nell’UE28 e al 50,1% nell’Eurozona.

 

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