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Il mercato estero traina le industrie italiane

A febbraio le industrie italiane hanno visto crescere sia il fatturato e gli ordinativi che la produzione, ma secondo il CSC a marzo la produzione potrebbe aver registrato una frenata
di Redazione

Le buone performance registrate dalle industrie, sia sul fronte estero che su quello interno, hanno comportato una variazione positiva sia per il fatturato che per gli ordinativi.

Il risultato migliore ha interessato gli ordinativi che, crescendo del 5,3%, hanno beneficiato soprattutto di quelli giunti dai mercati esteri, aumentati del 10,8% rispetto a gennaio a fronte del +1,2% che ha interessato gli ordinativi interni. Il confronto congiunturale mostra come i mercati esteri abbiano contribuito positivamente anche all’andamento del fatturato: le tabelle dell’Istat mostrano infatti una crescita del 2,1% per quello estero e un più lieve +1,8% per quello interno.
Andamento analogo emerge anche dal confronto con lo stesso mese dello scorso anno. Rispetto al febbraio del 2016 l’Istat rileva un aumento degli ordinativi del 7,8% e del 2% per il fatturato. Mentre la crescita tendenziale del fatturato delle industrie è stata trainata soprattutto dall’incremento registrato sul mercato interno – che riporta un +2,3% contro il +1,6% del fatturato estero – per gli ordinativi il contributo è arrivato quasi esclusivamente dai mercati esteri. In questo caso l’Istituto nazionale di statistica riporta infatti un aumento di ben 17,8 punti percentuali contro l’esiguo +0,8% rilevato per il mercato intra-muros.
I risultati messi a segno a febbraio possono essere considerati incoraggianti, soprattutto se confrontati con quelli registrati a gennaio. Il 2017 non era infatti partito con il piede giusto per le industrie italiane: rispetto a dicembre 2016, il fatturato era infatti diminuito di 3,5 punti percentuali, anche in questo caso a determinare maggiormente l’andamento era stato il fronte estero che, con un -5,5%, aveva riportato una flessione maggiore rispetto a quello interno, diminuito del 2,3%. Diverso, in questo senso, la performance degli ordinativi: a gennaio l’Istat aveva rilevato una flessione del 3,2%, causato unicamente dal -6,7% nazionale, solo in parte bilanciato dal +1,9% estero.
Anche la produzione a febbraio ha riportato risultati positivi. Osservando il resoconto dell’Istat si può notare infatti un aumento congiunturale dell’1% e dello 0,7% se si estende il periodo di riferimento al trimestre dicembre 2016-febbraio 2017 sul precedente. Tuttavia, le più recenti stime del Centro Studi Confindustria sembrano frenare ancora una volta l’ottimismo: per marzo si prevede un calo della produzione dello 0,4%, che determinerebbe un calo trimestrale dello 0,6%.

 

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