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Lavoro e start up, da cosa vuole ripartire la Francia

Le ricette economiche del nuovo presidente riguarderanno soprattutto green economy e digitalizzazione
di Redazione

Emmanuel Macron, 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese. Quale situazione economica eredita? E quali misure intende adottare nel futuro immediato, elezioni legislative di giugno permettendo?
Cominciamo con il dire che la Francia, seconda economia dell’Eurozona, ha registrato un rallentamento negli anni della crisi, con il mercato del lavoro che ha evidenziato maggiori difficoltà e un tasso di disoccupazione che ha raggiunto, in maniera più o meno stabile, il 10%.

Nel primo trimestre del 2017, stando alla stima preliminare diffusa dall’Istituto statistico nazionale francese (INSEE), il PIL è cresciuto dello 0,3%, ad un ritmo inferiore rispetto allo 0,5% dell’ultimo periodo del 2016. Si tratta di un dato al di sotto delle attese degli analisti, a cui hanno contribuito la stagnazione dei consumi privati (+0,1%) e il trend negativo dell’export (-0,7%), a fronte però di un aumento degli investimenti (+0,9%). Numeri che Macron conosce molto bene, essendo stato ministro dell’Economia, dell’industria e del digitale dal 2014 al 2016 durante la presidenza Hollande (secondo governo Valls).
Nel suo discorso alla chiusura dei seggi, Macron ha individuato alcune priorità quali il passaggio all’economia verde e la digitalizzazione. Per quanto riguarda il primo aspetto l’obiettivo è ambizioso (la Francia, inoltre, è il più grande produttore di energia nucleare nell’UE), un piano in parte già avviato attraverso l’emissione di green bond (per finanziare opere pubbliche che abbiano finalità positive per l’ambiente).
Il secondo aspetto è già stato affrontato da Macron da ministro, ora punta ad un fondo per la formazione digitale dei cittadini francesi, miglioramenti infrastrutturali, la creazione di un ambiente idelae per la crescita e lo sviluppo di start up e imprese innovative.
Macron (che nella sua visione europeista è favorevole ad una maggiore integrazione tramite l’istituzione di un ministro dell’Economia dell’Eurozona) mira anche ad estensione della riforma del mercato del lavoro (più flessibilità). Il tasso di disoccupazione in Francia, si diceva all’inizio, è relativamente alto (al 10%) e il tasso di occupazione – al 70% nel 2015 e al 70,4% nel 2016 (dati Eurostat) – dista ancora poco meno di cinque punti dal target previsto dalla strategia Europa 2020.
L’obiettivo fissato dall’UE è quello di garantire un posto di lavoro ad almeno il 75% della popolazione d’età compresa tra i 20 e i 64 anni, ma il traguardo varia da paese a paese. Nel caso della Francia si colloca al 75% (ad esempio l’Italia, al 2016, presenta un tasso di occupazione al 61,6% mentre l’obiettivo lo colloca al 67%). Nel 2016 in Francia il tasso di occupazione della componente maschile si attesta al 74,2% (71,7% in Italia), tra le donne è al 66,8% (al 51,6% nel nostro paese).

 

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