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Mercato immobiliare: in crescita gli investimenti nel primo trimestre

A trainare la crescita influisce anche il calo dei prezzi degli immobili che dal 2007 hanno perso complessivamente il 39,7% del loro valore
di Redazione

Il 2017 è iniziato bene per il mercato immobiliare italiano – investimenti in aumento in tutti i settori, eccezion fatta per il Retail –, che dovrebbe chiudere l’anno in crescita.

Tra gennaio e marzo (il dato è del CRBE) sono stati investiti poco più di 1,9 miliardi di euro, il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Determinate è stato il contributo offerto dagli investitori stranieri con 1,3 miliardi, pari al 67% del totale, mentre notevole è stata la crescita del capitale domestico, arrivato a circa 600 milioni di euro (+21% su base annua).
Tra tutti i settori considerati, il Retail ha registrato una “leggera contrazione” – nel primo trimestre il calo è stato del 12% su base annua –, anche se complessivamente il 2017 dovrebbe essere un anno positivo.
Nomisma stima che quest’anno dovrebbe chiudersi con 552.602 transazioni immobiliari, pari al 6,9% rispetto al 2016. Un trend che dovrebbe confermarsi anche nel biennio successivo, anche se, per quanto positiva, la crescita stimata per il 2018 (+4,9%) e il 2019 (+5,6%) è più contenuta. Ad incidere (positivamente) sull’andamento del mercato immobiliare è anche il calo dei prezzi registrato negli ultimi anni: nel complesso, dal 2007 le abitazioni hanno perso il 39,7% del loro valore.
Un dossier condotto dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa – l’analisi ipotizza l’acquisto di un immobile di 85 metri quadri – stima che in Italia occorrono sempre meno annualità per poter comprare una casa: nel 2016 ne servivano 6,2 (in calo rispetto alle 10,2 annualità del 2005). Si tratta di una media, naturalmente.
Nelle grandi città i prezzi crescono molto: a Roma e Milano sono necessarie (rispettivamente) 10 e 9,2 annualità (nella capitale occorrevano 14,8 annualità nel 2007). In quelle più piccole, ne servono meno: a Genova ne occorrono 4,2 mentre a Palermo si fermano a 3,9 annualità.
L’acquisto di una casa rientra tra le priorità di molti italiani: l’ultimo sondaggio di immobiliare.it – la rilevazione ha coinvolto 10mila persone – rivela che, se avesse la possibilità di acquistare un bene da lasciare ai propri eredi, il 51,7% degli italiani sceglierebbe un immobile (il 48,3% sceglierebbe altre tipologie di investimento: un’attività di business redditizia, una polizza vita, fondi d’investimento). Il report osserva che, per quanto alto, il dato è in calo rispetto al 2006, quando la percentuale superava il 60%.

 

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