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Esportazioni in crescita nel primo trimestre 2017

Il dato è in linea con la crescita attesa per il 2017: secondo le previsioni del SACE, quest'anno le esportazioni dovrebbero aumentare del 3,8%
di Redazione

Il 2017 è iniziato bene per l’export italiano. La periodica rilevazione dell’ISTAT – Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali – certifica che nel primo trimestre del 2017 le esportazioni italiane sono cresciute del 3% su base trimestrale (ad aumentare, con un ritmo leggermente più sostenuto, sono state anche le importazioni: +3,3%).

L’incremento delle esportazioni coinvolge entrambe le principali aree di sbocco, con una crescita più consistente per i Paesi extra UE: in questo caso l’incremento è stato del 4,7% contro il +1,6% dell’area UE.
Si tratta di un dato molto importante: il recente e “sensibile rallentamento” del commercio con i Paesi non appartenenti all’Unione europea ha inciso (negativamente) sulle esportazioni italiane, fondamentali nel determinare la ripresa economica italiana tra il 2014 e il 2015.
Quest’anno le cose dovrebbero cambiare: secondo REF, nel 2017 il Prodotto interno lordo italiano sarà trainato principalmente dall’export – “la crescita di quest’anno si basa sull’accelerazione delle esportazioni” –, a beneficiarne sarà l’attività industriale, con effetti altrettanto positivi sull’andamento degli investimenti.
Meno dinamici gli altri settori; soprattutto i servizi presentano minori spazi di crescita considerando che le prospettive per i consumi delle famiglie italiane restano moderate.
La performance del primo trimestre del 2017 è in linea con le attese: secondo le stime del SACE, quest’anno le esportazioni dal nostro Paese aumenteranno del 3,8%, per poi accelerare leggermente l’anno successivo (+3,9%) e nel 2019 (+4,1%). Tassi di crescita che rimangono comunque inferiori ai livelli precedenti la crisi economica.
Ad incentivare l’aumento dell’export italiano sarà la ripresa del commercio internazionale: il WTO stima che nel 2017 il volume degli scambi crescerà del 2,4% (contro il più modesto +1,3% registrato nel 2016), a patto (naturalmente) di alcune conferme.
Secondo il WTO, le economie avanzate non dovranno abbandonare le loro politiche monetarie e di bilancio “accomodanti”, la ripresa economica dei Paesi emergenti dovrà proseguire ed eventuali politiche protezionistiche dovranno essere scongiurate.
A seconda delle scelte che verranno fatte e dell’intensità con cui cresceranno gli emergenti, la crescita degli scambi potrebbe variare dall’1,8% al 3,6% nel 2017 (mentre per il 2018, la forchetta è compresa tra il 2,1 e il 4%).

 

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