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Spesa delle famiglie in crescita nel 2017

Anche se, osserva l'ISTAT, il tasso di crescita sarà “più contenuto rispetto al biennio precedente”
di Redazione

Nel 2017 il Prodotto interno lordo dovrebbe aumentare – la crescita attesa dall’ISTAT è dell’1% –, grazie soprattutto al contributo offerto dai consumi delle famiglie, seppure meno rilevante rispetto all’ultimo biennio.

Stando alle prospettive per l’economia italiana dell’ISTAT, nel 2016, a seguito del rallentamento iniziato nella seconda parte dell’anno, la spesa delle famiglie residenti e delle ISP – ovvero le Istituzioni sociali private al servizio delle famiglie (associazioni culturali, sportive, fondazioni, partiti politici, sindacati ed enti religiosi) – ha registrato una decelerazione – la crescita registrata è stata dell’1,4% –, sostenuta da un aumento del reddito disponibile e del potere d’acquisto, cresciuti entrambi dell’1,6%.
Tutte le componenti di spesa hanno contribuito in maniera diffusa al rallentamento ad eccezione dei beni non durevoli. In particolare la spesa per servizi ha seguito una dinamica molto contenuta.
Altrove le cose sono andate meglio: analizzando i dati relativi al 2016, l’ISTAT evidenzia che la spesa per famiglie residenti e dell’ISP dell’Eurozona è aumentata del 2%. In particolare, tra i nostri principali partner europei, la Spagna ha segnato il tasso di crescita più elevato della spesa per consumi (+3,2%) mentre Germania e Francia hanno registrato aumenti in linea con la media dell’Eurozona (rispettivamente +2% e +1,9%).
Il 2017 dovrebbe essere un anno positivo per i consumi, sebbene la crescita attesa è inferiore rispetto alle performance più recenti: l’ISTAT stima che la spesa delle famiglie e dell’ISP dovrebbe aumentare dell’1% – un tasso di crescita “più contenuto rispetto al biennio precedente” –, complici diversi fattori (nell’elenco, l’ISTAT include i miglioramenti sul mercato del lavoro, la ripresa dell’inflazione e il conseguente contenimento del potere di acquisto).
Le difficoltà economiche degli ultimi anni hanno inciso parecchio sulla spesa delle famiglie italiane: in Conti nazionali per settore istituzionale per gli anni 2014-2016, l’ISTAT sottolinea in che modo lo hanno fatto.
La crisi economica è stata caratterizzata da diverse fasi. Dopo la contrazione registrata nel 2009 – l’ISTAT parla di “calo significativo” –, i consumi finali delle famiglie sono tornati a crescere, fino a risultare “di poco inferiore” ai livelli pre-crisi nel 2011 (-1,5% rispetto al 2007).
L’impatto della seconda fase recessiva è stato più consistente – nel 2013 il volume era del 7,7% al di sotto del livello di inizio periodo – e soltanto parzialmente compensato dal lento recupero rilevato tra il 2014 e il 2016.

 

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