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Francia: prosegue la risalita economica

L'istituto francese di statistica, Insee, ha rivisto al rialzo la crescita economica del Paese. Bene anche il mercato del lavoro, trainato dal buon andamento del settore dei servizi
di Redazione

Per la Francia il 2017 sembra essere partito con il piede giusto: la crescita relativa ai primi tre mesi dell’anno è infatti stata rivista al rialzo, il tasso di disoccupazione nel primo quadrimestre ha registrato una flessione, mentre l’indice Pmi calcolato da Markit viaggia su livelli che non si registravano da sei anni.

Le nuove rilevazioni dell’Insee hanno infatti evidenziato una rivisitazione della crescita economica del primo trimestre del 2017 di un decimo di punto, innalzando quindi la stima al +0,4% contro il +0,3% indicato in precedenza. In rialzo anche il confronto con lo stesso trimestre di un anno fa: nei primi tre mesi del 2017 il Pil francese è aumentato dell’1% (dal +0,8% indicato in precedenza) rispetto al periodo gennaio-marzo 2016. Un aumento supportato in larga parte dalle buone performance degli investimenti privati, spiega l’Istituto di statistica francese.
Come anticipato, i miglioramenti hanno interessato anche il mercato del lavoro. Per la prima volta dal 2012, il tasso di disoccupazione francese è infatti sceso al di sotto della soglia del 10%, attestandosi al termine del primo quadrimestre al 9,6%, un dato legato soprattutto alla creazione di 500 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato.
In particolare, emerge anche dal resoconto sul settore privato diffuso da Markit economics, a registrare un andamento particolarmente positivo è stato il settore dei servizi, per il quale l’indice Pmi ha registrato una crescita da 56,7 a 58 punti a maggio, battendo anche le attese (secondo cui si sarebbe dovuto verificare un calo a 56,5 punti). Secondo gli economisti di Markit, il forte aumento della domanda dei clienti al settore dei servizi, ha comportato il più marcato aumento occupazionale del settore dall’agosto del 2011.
Diverso invece il discorso se si parla dell’attività manifatturiera: nonostante il settore si mostri in costante crescita, il rallentamento che ha interessato gli ordini a maggio, ha comportato una flessione dell’indice Pmi, sceso a 54 punti dai 55,1 di aprile. In questo caso le attese indicavano un aumento, seppure lieve, a 55,2 punti. L’indice composito si mostra comunque in crescita tanto da portarsi al livello massimo da 72 mesi, attestandosi a 57,6 punti dai 56,6 del mese precedente.

 

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