Energia elettrica: bolletta su del 22% tra il 2010 ed il 2016 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Energia elettrica: bolletta su del 22% tra il 2010 ed il 2016

Nel nostro Paese l'energia elettrica costa 0,2377 euro per kWh, ma le tasse pesano per il 39,87% sul prezzo finale
di Redazione

Negli ultimi sette anni l’importo della bolletta dell’energia elettrica è aumentato notevolmente in gran parte dei Paesi europei, Italia compresa. A quantificare la variazione ci ha pensato ImpresaLavoro che nella sua ultima analisi parla di una crescita del 20,45% per l’importo medio dell’Unione europea e di un +22,23% per quello dell’Eurozona.

Osservando le tabelle – compilate mediante elaborazioni di dati Eurostat – si può notare come la crescita più consistente abbia interessato la Lettonia, dove tra il 2010 ed il 2016 si è registrato un +55,08%. Seguono il Portogallo, con un +45,05%; la Grecia, con un +43,77%; e il Belgio, al quarto posto, con una crescita del 34,48%.
Nel periodo considerato dall’indagine, nel nostro Paese si è invece registrato un aumento del 22,34%, inferiore a quello registrato da tutti i nostri principali partner: per il Regno Unito, ImpresaLavoro indica infatti un +33,40%, per la Francia un +28,98%, per la Spagna un +24,87%, mentre per la Germania un +23,54%. Non mancano, tuttavia, i Paesi in cui si è registrata un flessione nel corso degli anni dell’importo della bolletta. I cali maggiori hanno interessato l’Ungheria (-31,63%), Malta (-23,30%) e Cipro (-18,85%).
Nonostante l’aumento registrato in Italia non sia stato tra i più accentuati, nella classifica per il costo dell’energia elettrica siamo invece quarti con 0,2377 euro per kWh (chilowattora), piazzandoci alle spalle di Danimarca (con 0,3086 euro), Germania (0,2973 euro) e Belgio (0,2645 euro). Nell’eurozona il costo medio è di 0,2194 euro per kWh, mentre nell’Unione europea di 0,2022 euro.
Anche per quanto riguarda l’incidenza delle tasse sul prezzo finale siamo quarti in Europa: nel nostro Paese il fisco incide infatti per il 39,87% (un’incidenza maggiore si registra in Danimarca, 68,65%, Germania, 53,41%, e Portogallo, 47,28%), contro il 36,06% della media Ue e il 39,36% dell’Eurozona. Il Paese più virtuoso in questo senso è malta con il 4,78%, a cui seguono Bulgaria, 16,68%, e Repubblica Ceca, 18,23%.

 

Scrivi una replica

News

Corea del Nord, Usa sospende esercitazione in Corea del Sud

Dopo lo storico vertice di Singapore tra Donald Trump e Kim Jong-Un, il Pentagono ha deciso di sospendere le esercitazioni militare in Corea del Sud.…

19 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Moscovici: «Rischio esistenziale per l’Europa»

«Lo dico senza drammatizzare: oggi, a undici mesi dalle elezioni europee, c’è un rischio esistenziale che plana sul progetto europeo». Si è espresso così il…

19 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Unhcr: «Record di persone in fuga nel 2017»

«Nel 2017 il numero di persone costrette a fuggire nel mondo a causa di guerre, violenze e persecuzioni ha raggiunto un nuovo record per il…

19 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Petrolio: Wti a 65,4 dollari al barile e Brent a 74,8 dollari

Prezzo del petrolio in rialzo all’avvio dei mercati asiatici. Infatti, il greggio texano Wti è stato scambiato a 65,4 dollari al barile mentre il Brent…

19 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia