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Ai club di calcio conviene quotarsi in Borsa?

Attraverso l'analisi dell'andamento dei titoli azionari, alcuni studi hanno cercato di dare una risposta verificando anche l'incidenza dei risultati sportivi
di Mirko Spadoni

Il 5 giugno 2017, all’apertura dei mercati finanziari, il titolo Juventus è crollato di dieci punti. La sconfitta nella finale di Champions League contro il Real Madrid ha pesato molto sulla performance. Non sempre però – specialmente nel medio-lungo termine – i risultati ottenuti sul campo incidono in maniera così determinante sull’andamento del titolo di un club, dicono alcuni studi.

1997, LA BORSA APRE ALLE SOCIETA’ DI CALCIO
La Juventus è stato il terzo club italiano ad essersi quotato in Borsa. Lo ha fatto nel 2001, dopo la Lazio – i biancocelesti esordirono sul mercato finanziario nel 1998 – e la Roma che si quotò nel maggio del 2000. Ad oggi nessun’altra società italiana ha seguito il loro esempio.
Nel 1997 la Consob – la Commissione nazionale per le Società e la Borsa – modificò le norme, che regolavano l’accesso in Borsa delle società, permettendo la quotazione anche ai club calcistici (cosa possibile nel Regno Unito già dagli anni Ottanta: il Tottenham fu il primo club calcistico in assoluto a quotarsi, nel 1983). Chi intendeva farlo aveva l’obbligo di depositare gli ultimi tre bilanci, l’ultimo dei quali controllato da una società di revisione (per facilitare l’accesso in Borsa, la Consob cancellò la norma che pretendeva che tutti e tre i bilanci fossero in utile).
Non tutti erano d’accordo con la scelta della Consob: Victor Uckmar, l’allora presidente della Covisoc – la commissione della Lega che sorveglia i conti delle società professionistiche –, sosteneva che “i titoli legati al calcio sono sconsigliati agli orfani e alle vedove”. Il giorno della loro quotazione i titoli di Lazio, Roma e Juventus valevano più di quanto valgono adesso.

CONVIENE O NO? COSA DICONO GLI STUDI
La quotazione in Borsa è la scelta giusta per un club calcistico, quindi? Uno studio di PwC e del Sole 24 Ore ha cercato una risposta. “Il confronto tra l’andamento degli indici azionari e il rendimento dei club europei quotati mette in luce come questi ultimi siano non di rado capaci di proteggere bene il proprio valore dalle ondate ribassiste”, sottolinea il Sole 24 Ore.
L’analisi rivela che, se l’Ftse Mib fra il 31 ottobre 2007 e il 28 settembre 2012 cede il 18%, le azioni di Juventus, Roma e Lazio hanno perso il 5,5%. Lo stesso vale anche per l’Ajax (la società olandese ha perso il 3,6% contro il 10,2% del mercato di riferimento) mentre i quattro club turchi quotati in Borsa – l’elenco comprende Beşiktaş, Fenerbahçe, Galatasaray e Trabzonspor – e il Borussia Dortmund hanno registrato un rendimento positivo, con performance migliori dei rispettivi mercati riferimento. Ovviamente non mancano esempi negativi (Arsenal, Tottenham, Celtic, Benfica, Porto, Sporting Lisbona…).
“Il quadro finanziario dei club di calcio si presenta diversificato, segno che l’andamento del titolo in Borsa nel medio-lungo periodo risponde più ai fondamentali economici dell’azienda ovvero del sistema-Paese di riferimento, che ai goal segnati o subiti in campo”, osserva Emanuele Grasso, partner PwC, citato dal Sole 24 Ore.
Un’altra analisi condotta dalla società di consulenza KPMG – in questo caso lo studio esamina la performance di 22 titoli azionari nel 2016 – conferma che non sempre esiste una correlazione evidente tra i risultati sportivi e l’andamento del titolo. A volte non basta vincere il campionato per andare bene in Borsa.

QUANDO LA RIVALITA’ INFLUENZA LA BORSA
Infine, una curiosità. In un articolo pubblicato su Journal of Sports Economics, Ender Demir e Ugo Rigoni rivelano che i titoli azionari di Lazio e Roma non dipendono soltanto dai risultati ottenuti sul campo dalle rispettive squadre. Analizzando l’andamento del titolo azionario dei due club dopo le partite giocate dal 2004-2005 al 2009-2010 (comprese quelle di coppa), lo studio scopre che le prestazioni dei rivali sono altrettanto determinanti. E così quando i biancocelesti (o i giallorossi) perdono, il titolo della Roma (o della Lazio) va bene. Ma va ancora meglio quando la sconfitta della Lazio (o della Roma) è inattesa.

 

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