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Lavoro: segnali di crescita dal lato delle imprese

Nel primo trimestre dell'anno le posizioni lavorative dipendenti registrano un aumento dello 0,2% nell’industria e dello 0,8% nei servizi privati
di Redazione

I dati Istat sul mercato del lavoro relativi al primo trimestre dell’anno mostrano ulteriori miglioramenti: il tasso di occupazione è cresciuto di 0,2 punti percentuali rispetto al periodo precedente, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dello 0,2%. In più prosegue la diminuzione del tasso di inattività.

I miglioramenti, però, non riguardano solo il lato dell’offerta, ma anche quello della domanda. In altre parole si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro. Spiega infatti l’Istat che nel primo trimestre dell’anno le posizioni lavorative dipendenti registrano, nel totale delle imprese con dipendenti, un aumento dello 0,2% nell’industria e dello 0,8% nei servizi privati. Rispetto al primo trimestre 2016, un anno fa quindi, aumentano dello 0,2% nell’industria e del 3,3% nei servizi.
Aumenta anche il monte ore lavorate: nelle imprese con almeno dieci dipendenti, la crescita su base congiunturale è dello 0,5% nell’industria e dello 0,1% nei servizi e in termini tendenziali dell’1,3% nell’industria e del 2,3% nei servizi. Le ore lavorate per dipendente rimangono invariate nell’industria mentre diminuiscono dell’1,4% nei servizi rispetto al trimestre precedente: se confrontate con il primo trimestre 2016 – al netto degli effetti di calendario – crescono dello 0,2% nell’industria e calano del 2% nei servizi.
Con riferimento ancora le imprese con almeno dieci dipendenti, il tasso di posti vacanti destagionalizzato (da definizione Istat i posti vacanti sono “quei posti di lavoro retribuiti che siano nuovi o già esistenti, purché liberi o in procinto di diventarlo, per i quali il datore di lavoro cerchi attivamente un candidato adatto al di fuori dell’impresa interessata e sia disposto a fare sforzi supplementari per trovarlo”) rimane stabile, rispetto al trimestre precedente, sia nel complesso delle attività sia nell’industria, mentre aumenta di 0,1 punti percentuali nei servizi.

 

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