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I vantaggi delle tecnologie applicate alle automobili

Auto senza pilota o dotate di sistemi di assistenza connessi in rete potrebbero ridurre il numero di incidenti, feriti e morti
di Mirko Spadoni

Recentemente la Germania ha approvato una legge che regola la circolazione delle auto senza pilota. È il primo caso al mondo. Con questa decisione – la legge prevede comunque la presenza di un automobilista sul sedile del guidatore, in grado di intervenire in caso di pericolo –, Berlino intende favorire la sperimentazione delle case automobilistiche tedesche (BMW, Daimler e Volkswagen) che, qualora dovessero riuscire a produrre (davvero) un’auto senza pilota, dovranno convincere gli automobilisti a servirsene, vincendone le resistenze.

Uno studio realizzato dalla Fondazione ACI–Filippo Caracciolo (Auto-Matica) rivela che solo il 48% degli italiani si dichiara disponibile a testare un’automobile senza conducente mentre il 25% non ci salirebbe mai. Tanti potrebbero essere i vantaggi, però. Secondo il rapporto, se tutte le automobili circolanti fossero connesse ed autonome, nel mondo si risparmierebbero 200 miliardi di euro in spesa sociale per incidenti stradali e 50 miliardi di euro in minori consumi di carburante. A conti fatti, ogni euro investito nella connessione di veicoli ed infrastrutture produce benefici per oltre tre euro.
Connected Car Effect 2025, un rapporto realizzato da Bosch e dall’Istituto di ricerca Prognos, stima invece quanti incidenti, feriti e morti potrebbero essere evitati con un maggiore utilizzo delle auto (e delle altre categorie di veicoli) dotate di sistemi di assistenza connessi in rete grazie a tecnologie che per il 2025 saranno ampiamente diffuse, ovvero la guida a elevato grado di autonomia, i sistemi di assistenza alla frenata di emergenza e di integrazione con lo smartphone.
Lo studio – l’analisi considera solo tre Paesi: Cina, Germania e Stati Uniti – sostiene che nel 2025 si potrebbero evitare 260mila incidenti che provocano lesioni personali (30mila in Germania, 210mila negli Stati Uniti, 20mila in Cina), con 360mila feriti in meno e circa 11mila persone che potrebbero essere salvate (quattromila negli Stati Uniti, settemila in Cina e 300 in Germania).
Meno incidenti si traducono in un minor numero di veicoli danneggiati e quindi da riparare: il rapporto sottolinea che in questo caso i risparmi potrebbero raggiungere i 4,43 miliardi di euro (USA: 3,6 miliardi di dollari, Cina: 380 milioni di dollari).
I vantaggi sul fronte ambientale, infine. Con i sistemi di assistenza connessi in rete si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 per circa 400mila tonnellate. La stima tiene però conto anche della maggiore diffusione del “community-based parking”, che prevede l’utilizzo di veicoli in grado di localizzare e segnalare gli spazi di parcheggio ai bordi dei marciapiedi, e del “sistema di gestione attiva del parcheggio”, in grado di ridurre il tempo trascorso alla ricerca di un parcheggio, facendo risparmiare 480 milioni di chilometri, pari alla distanza dalla Terra a Venere e ritorno. Attualmente, in media, gli automobilisti in Germania percorrono un chilometro ogni volta che sono alla ricerca di un parcheggio. Questo, ovviamente, peggiora le condizioni del traffico e le emissioni.

 

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