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I livelli occupazionali nel Mezzogiorno

Torna a crescere il fenomeno dell'emigrazione interna. I divari tra il Nord e il Sud del paese spingono a cercare un impiego altrove
di Redazione

Non solo all’estero: tanti italiani dal Mezzogiorno si spostano verso le altre aree del paese per cercare lavoro. Uno scenario, quello descritto nel rapporto Il lavoro dove c’è. Un’analisi degli spostamenti per motivi di lavoro negli anni della crisi dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, che mette in luce le difficoltà che ancora persistono in termini occupazionali e sociali.

Lo studio quantifica in mezzo milione il numero di italiani che in sette anni hanno deciso di muoversi e andare a vivere all’estero. Dal 2008 al 2015, però, il fenomeno ha interessato anche i flussi interni. In pratica la disoccupazione nelle regioni del Sud – si osserva – “ha prodotto un aumento di 273 mila residenti al Nord e di 110 mila al Centro”, per un totale di 383 mila.
In verità qualche timido segnale di risalita è stato registrato nell’ultimo periodo. Secondo l’Istat, nel 2016 l’occupazione – misurata in termini di numero di occupati – è cresciuta tanto nel Nord-est, dove si registra l’aumento più consistente (+1,8%), quanto nel Mezzogiorno (+1,6%) e del Nord-ovest (+1%). Nelle regioni del Centro, invece, la crescita è inferiore alla media (+0,6%). Nel Mezzogiorno la crescita riguarda, in particolare, l’industria, il settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni e gli altri servizi (rispettivamente +2,6%, +2,1% e +2,0%).
Tuttavia, secondo dati Istat, il primo trimestre del 2017 ha visto un aumento dell’occupazione che è avvenuto soprattutto al Nord (+0,4%), mentre nel Mezzogiorno è stato dello 0,1% (in calo dello 0,1%, invece, al Centro).
Al tempo stesso, però, l’incremento relativo al numero di disoccupati nel primo trimestre (la cui stima sale a 3 milioni 138 mila unità) riguarda in particolare proprio il Mezzogiorno (+103 mila) a fronte della stabilità del Centro e del calo al Nord (-53 mila). Non solo: in generale la quota di disoccupati che transitano verso l’occupazione in circa 12 mesi si conferma su valori stabili (+0,1%), sintesi di un miglioramento registrato al Nord e al Centro, ma non al Sud.
Insomma, anche se i segnali incoraggianti per una risalita non mancano (si pensi all’economia delle regioni meridionali che è tornata a crescere dopo sette anni di calo), il mercato del lavoro continua a mostrare dei trend poco convincenti, quando non in linea con il Nord.
I divari restano perciò evidenti. Il tasso di occupazione al Mezzogiorno nel primo trimestre 2017 si attesta al 42,8% (in lieve miglioramento rispetto ad un anno prima, +0,5%) contro il 62,2% del Centro e il 66,2% del Nord (cresciuti rispettivamente dell’1 e dell’1,2% sullo stesso periodo del 2016). Una condizione che interessa tanto la componente maschile quanto quella femminile: nel primo caso l’occupazione si attesta al 54,5% contro il 70,1% del Centro e il 73,6% del Nord. Tra le donne si colloca al 31,3%: al Centro è al 54,4% e al Nord al 58,8%.

 

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