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La “nuova” Russia alla vigilia del G20

Negli ultimi due anni l'economia è in ripresa nonostante le sanzioni, Mosca ha mantenuto un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale e Putin gode della fiducia dei cittadini
di Fabio Germani

La Casa Bianca lo ha definito “un incontro bilaterale normale”, ma quello che venerdì si terrà a margine del G20 ad Amburgo sarà un incontro tutt’altro che marginale. I presidenti di Stati Uniti e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin, avranno un colloquio in una fase politica internazionale molto particolare. Le recenti dimostrazioni di forza della Corea del Nord (gli Stati Uniti hanno confermato che quello lanciato il 4 luglio era un missile balistico intercontinentale), le tensioni sulla questione siriana (dove tuttavia una collaborazione è possibile), i rapporti con Pechino: tanti i dossier e gli spunti di riflessione sul tavolo.

La Russia, nonostante le distanze emerse negli ultimi anni, resta un interlocutore indispensabile su molte vicende ancora aperte, tanto per l’America quanto per l’Europa. La crisi ucraina ha allontanato Bruxelles e Mosca con la diretta conseguenza delle sanzioni, di recente prorogate fino a settembre. La Russia, per far fronte alle condizioni economiche sfavorevoli, si è vista costretta a cambiare il paradigma, incentivando soprattutto la domanda interna anziché dipendere dai prodotti esteri: intanto si registra una crescita costante da tre trimestri – dopo gli anni di recessione a causa delle sanzioni – e anche il 2017 dovrebbe chiudere con il PIL saldamente in territorio positivo. Sanzioni a parte e relazioni internazionali più tese, Mosca non è rimasta certo a guardare. Da qualche tempo si osserva un riavvicinamento con la Cina, culminato con importanti accordi commerciali (gli ultimi, siglati pochi giorni fa, per un valore di dieci miliardi di dollari: solo nei primi quattro mesi dell’anno l’interscambio tra le due potenze è cresciuto del 37%, quando lo scorso anno aveva registrato un incremento appena sotto il 4%). I due paesi, poi, stanno facendo fronte comune nei riguardi delle ostentate azioni di forza di Pyongyang. Mosca e Pechino, infatti, si sono offerte di mediare, pur definendo “inaccettabile” l’ultimo test della Corea del Nord. Washington vorrebbe una presa di posizione più netta, soprattutto da parte della Cina (che, però, ha interessi diversi nell’area). A loro volta, Russia e Cina, hanno stigmatizzato l’immediata risposta, a scopo dimostrativo, di Stati Uniti e Corea del Sud tramite esercitazioni militari congiunte. Per la Russia – posizione espressa nella riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU – «la possibilità dell’uso della forza militare deve essere esclusa».

La Russia, insomma, appare oggi meno isolata. E le politiche di Putin, nella maggior parte dei casi, convincono i cittadini russi. Il presidente, nella leadership globale, ha la fiducia dell’87% degli intervistati, secondo una rilevazione del Pew Research Center. E il 59% attribuisce al paese un ruolo più determinante nel mondo rispetto a dieci anni fa. Sono in calo i giudizi sulle relazioni con l’Ucraina (si passa dall’83% di due anni fa al 63% di oggi). Per il 46%, inoltre, la Russia dovrebbe mantenere stabile il coinvolgimento militare in Siria, in particolar modo per sconfiggere i gruppi estremisti. Dal lato socioeconomico, se nel 2015 il 73% degli intervistati giudicava in maniera negativa la situazione, oggi le opinioni sono divise (il 46% si esprime in termini positivi contro il 49%). Tuttavia – a conferma del trend al rialzo – circa la metà (il 51%) sostiene che la propria situazione economica è positiva, quando nel 2015 a pensarla così era il 44%. I russi sono però meno ottimisti sul futuro: il 53% ritiene che l’economia nazionale rimarrà sugli stessi valori o peggiorerà nel prossimo anno. Eppure – emerge ancora dalle indagini del Pew Research Center – il 59% dei russi continua a pensare che il crollo dell’Unione Sovietica sia stato un duro colpo per il proprio paese. Pur restando una larga maggioranza, in due anni il calo di quanti rispondono in questo modo è stato di dieci punti: secondo il Pew Research Center va di pari passo con il miglioramento delle prospettive economiche in Russia osservate nell’ultimo periodo.

@fabiogermani

 

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