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Così la Grecia torna a crescere

I problemi restano, ma il paese ellenico sembra avere intrapreso la via della ripresa. Ripartono consumi e investimenti, cala la disoccupazione
di Redazione

«Il peggio della crisi è chiaramente alle nostre spalle». Il premier greco Alexis Tsipras lo ha detto forte e chiaro nella recente intervista al Guardian. E i fatti gli stanno dando ragione. Sebbene la cosa abbia un valore soprattutto simbolico, dal 25 luglio la Grecia è tornata sul mercato internazionale dei bond per la prima volta dal 2014, con titoli a cinque anni, scadenza al 2022. È il segno di una ripresa, che ormai è qualificata dai dati – positivi – che l’economia ellenica sta registrando.

Tsipras ritiene, a ragione, che il calo della disoccupazione sia da annoverare tra i principali risultati ottenuti negli ultimi anni. Nel complesso l’economia dovrebbe tornare a crescere già quest’anno, si prevede oltre il 2%, permettendo così al paese da uscire dal prolungato periodo di recessione. Nel primo trimestre dell’anno, rendeva noto all’inizio di giugno l’Elstat, l’istituto di statistica della Grecia, il Pil è cresciuto dello 0,4% (al contrario di quanto precedentemente stimato, un calo dello 0,1%). L’incremento è dovuto soprattutto a investimenti e consumi, che ora mostrano di nuovo il segno “+”. Non solo: probabilmente l’aspetto che più rincuora l’attuale governo è la “ricompensa” dei sacrifici richiesti ai cittadini in questi anni, in particolare a partire dal 2012. I conti pubblici hanno beneficiato delle cure, talvolta pesantissime, adottate fin qui, al punto che la Commissione europea, convinta che «i risultati di bilancio positivi dovrebbero durare nel tempo», ha raccomandato al Consiglio di mettere fine alla procedura per deficit eccessivo di Atene. Insomma, i tempi delle manovre lacrime e sangue, delle tensioni sociali e delle proteste nelle città, dei pericoli stile Grexit paventati, sembrano oggi un lontano ricordo.

Della disoccupazione in calo, si diceva. Ovviamente la situazione in Grecia resta la più grave dell’UE, ma i miglioramenti sono evidenti. Secondo gli ultimi dati Elstat, il tasso di disoccupazione è sceso al 21,7% nel mese di aprile dal 22% registrato nel mese precedente e, soprattutto, dal quasi 28% di quattro anni fa. Il numero dei disoccupati in Grecia ha raggiunto un totale di 1,04 milioni di persone, con la fascia di età dei 15-24enni che è la più colpita (la disoccupazione si attesta, in questo caso, al 45,5%, comunque meno del 49,9 rilevato solo nell’aprile 2016.) Eppure, nonostante i dati piuttosto penalizzanti per i giovani, il primato in Europa per numero di Neet (Not in Education, Employment, or Training, ovvero i ragazzi che non studiano né lavorano) spetta all’Italia mentre la Grecia resta parecchio distanziata.

Certo, i problemi non sono scomparsi del tutto. Ma nel frattempo anche Bruxelles ha elogiato Atene per i notevoli passi in avanti compiuti. Nello specifico il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, proprio dalla capitale ellenica ha osservato che «la Grecia è stata al centro di una tempesta economica e finanziaria incredibile. Oggi le cose vanno nettamente meglio. C’è una speranza, la crescita riparte, l’occupazione riparte, l’attrattività riparte e gli investimenti tornano: c’è finalmente una luce alla fine del tunnel dell’austerità».

 

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