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Lavoro: disoccupazione cala all’11,1%

I dati Istat: il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento dello 0,1%. La lieve crescita congiunturale è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo
di Redazione

A giugno 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,1% rispetto a maggio (+23 mila), recuperando parzialmente il calo registrato nel mese precedente (-53 mila), il tasso di disoccupazione scende all’11,1%. Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali. La lieve crescita congiunturale dell’occupazione è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni. Aumentano i dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti. Così l’Istat nel consueto report su occupati e disoccupati relativi al mese di giugno.

Nel periodo aprile-giugno si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +64 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura maggiore, a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra quasi esclusivamente tra gli over 50. Dopo l’incremento rilevato a maggio, la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno cala del 2% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La diminuzione della disoccupazione interessa uomini e donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione scende all’11,1% (-0,2 punti percentuali); anche il tasso di disoccupazione giovanile torna a scendere (-1,1 punti), attestandosi al 35,4%. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno sale dello 0,1% (+12 mila), sintesi di un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 15-24enni e i 35-49enni e in crescita nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,9%, invariato rispetto a maggio. Nel trimestre aprile-giugno alla crescita degli occupati si accompagna un significativo calo dei disoccupati (-3,9%, -115 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,4%, +50 mila). Su base annua si conferma l’aumento del numero di occupati (+0,6%, +147 mila). La crescita, è determinata principalmente dalle donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+367 mila, di cui +265 mila a termine e +103 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-220 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-5,6%, -169 mila) e gli inattivi (-0,6%, -80 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione tra gli ultratrentacinquenni mentre cala tra i 15-34enni.

PARTECIPAZIONE AL MERCATO DEL LAVORO PER CLASSI DI ETÀ
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 35,4%, in diminuzione di 1,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,1% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in calo di 0,3 punti percentuali rispetto a maggio. Il tasso di occupazione cresce di 0,3 punti, mentre quello di inattività cala di 0,1 punti. Guardando alle altre classi di età, il tasso di occupazione a giugno cala di 0,2 punti percentuali tra i 25 e i 34 anni, cresce di 0,3 punti tra i 35-49enni e cala di 0,1 punti tra gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione diminuisce tra i 25-34enni (-0,2 punti) e i 35-49enni (-0,4 punti) mentre aumenta tra gli over 50 (+0,2 punti). Il tasso di inattività sale di 0,3 punti tra i 25-34enni, mentre rimane stabile tra gli ultratrentacinquenni.

(fonte: Istat)

 

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