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La Bundesliga? Un modello per l’Italia

Nel campionato tedesco i prezzi dei biglietti per accedere allo stadio sono alla portata dei tifosi e le trasferte hanno un costo sostenibile, invece il nostro sistema calcio dipende troppo dai diritti tv. Le partite di Premier League le più care
di Giacomo Buttaroni

Prodotto di qualità ad un prezzo accessibile, questa è l’offerta vincente che il calcio tedesco offre ai tifosi delle squadre della Bundesliga. Un modello, quello tedesco, che si basa su due fondamentali: il primo è quello di avere stadi moderni (favoriti anche dalla costruzione di nuovi impianti e dal restyling di vecchi, per il mondiale disputato in Germania nel 2006) – basti pensare che il più vecchio è quello dell’Amburgo costruito nel 1998 – il secondo fondamentale è quello di rendere più abbordabile l’accesso agli stadi grazie al prezzo dei biglietti nettamente inferiore rispetto alla media europea.

La Bundesliga (campionato tedesco) è il miglior campionato per rapporto qualità/prezzo, dove per assistere ad una partita il prezzo medio è di 31,70 euro, mentre per seguire la propria squadra in trasferta si spende in media 163,72 euro. Strutture ottime ma prezzi dei biglietti elevatissimi in Inghilterra, dove si spende in media 74,04 euro per seguire una partita della propria squadra nel campionato di Premier League, per una trasferta la media invece è di 297,60 euro, rivelandosi così il Paese più caro al mondo per assistere ad una partita di calcio. Subito dietro alla Premier si posiziona la Liga, dove per assistere ad una partita occorrono in media 70 euro e 185 euro per una trasferta. Terzo Paese più caro, l’Italia, dove per assistere ad una partita di Serie A si spendono in media 69 euro, cifra da capogiro se si pensa che gli stadi siano tutti inadeguati e la maggior parte degli impianti abbia una pista atletica di circa 20 metri che divide campo e spalti , mentre per andare in trasferta la media è di 224,84 euro, la seconda più cara del mondo.
L’Italia è dove negli ultimi anni si sono visti stadi vuoti e trasferte evitate. La Serie A sembra un campionato incapace di progredire nel marketing e nei settori commerciali, cosa che invece è accaduta nel resto d’Europa. Ed è “prigioniera” dei diritti tv che in Italia incidono per il 60% sul fatturato, mentre altrove non superano il 30%.

 

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