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Disagi e voli cancellati: il caso Ryanair

Fino a 50 partenze al giorno annullate per sei settimane, una perdita economica che la società ha valutato nell'ordine di 25 milioni di euro: cosa sta succedendo alla nota compagnia low cost?
di Redazione

L’ultima indiscrezione vorrebbe Ryanair pronta a offrire un bonus ai piloti che rinunceranno, almeno parzialmente, a ferie e permessi. Ma in generale il caos voli scoppiato in questi giorni è una vicenda che non riguarda esclusivamente i diritti dei viaggiatori che hanno acquistato un biglietto aereo e che ora rischiano di restare a terra. La questione, infatti, riguarda molto anche i diritti dei lavoratori della compagnia.

I fatti: il 16 settembre la compagnia irlandese low cost, primo vettore in Europa nonché tra le più interessate all’acquisizione di Alitalia, ha annunciato la cancellazione di circa 50 voli al giorno per sei settimane. Il motivo di tale decisione? Recuperare il monte ferie dei dipendenti prima della fine dell’anno ed evitare le possibili penali, in più garantire la puntualità dei voli che nel frattempo è scesa dal 90 all’80%. I disagi varranno una perdita economica non indifferente, che la società ha valutato nell’ordine di 25 milioni di euro. E per correre ai ripari Ryanair avrebbe offerto fino a 12 mila euro di bonus per i capitani (ma a condizione che vegano effettuate più di 800 ore di volo nell’anno che terminerà a ottobre 2018, secondo quanto riferisce la stampa irlandese).

Dapprima Ryanair aveva stimato un annullamento delle partenze pari al 2% del totale, i passeggeri coinvolti sono 400 mila. I voli cancellati in Italia dovrebbero ammontare a 702 (17 solo nella giornata di martedì 19 settembre). Come osservato dal Sole 24 Ore, i guai per Ryanair nascono da prima. Con la sentenza, la scorsa settimana, della Corte di Giustizia dell’UE secondo cui i lavoratori possono rivolgersi ai tribunali nazionali per le controversie, anche in presenza di contratti disciplinati dal diritto irlandese. Inoltre restano i problemi spesso lamentati dai dipendenti: scarse tutele, salari bassi. Il che spiegherebbe, almeno in parte, la fuga di molti piloti di linea verso altre compagnie (circostanza che non si esclude abbia inciso sulla cancellazione dei voli comunicata nelle ultime ore).

Secondo le stime della Ialpa, che è l’associazione dei piloti irlandesi, sono 718 i comandanti che hanno abbandonato Ryanair per passare ad altre compagnie quali Lufthansa, Iag e la concorrente Norwegian Air. Solo cinque anni quanti lasciarono la compagnia risultarono essere 36. In attesa di ulteriori sviluppi, da più parti si chiede alla compagnia di rispettare i viaggiatori e di procedere in tempi rapidi al rimborso dei biglietti. Il Codacons ha presentato un esposto con la richiesta di procedere con il reato di truffa nell’ipotesi di macati risarcimenti, oltre ai rimborsi dovuti. È possibile consultare la lista dei voli cancellati e le modalità per ottenere il rimborso del biglietto non più valido sul sito di Ryanair.

 

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