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Verso le elezioni politiche, gli scenari

Quali gli effetti del Rosatellum-bis? I risultati del sondaggio Tecnè per Tgcom24
di Redazione

Se si votasse oggi il 26,2% degli elettori intervistati da Tecnè nel sondaggio per Tgcom24 – andrebbero a votare il 54,5%, mentre l’area degli incerti/astensione si attesta al momento al 45,5% – darebbe la propria preferenza al Partito democratico. Il M5S, invece, otterrebbe il 25,7%. A seguire Forza Italia, con il 15,9% delle preferenze (15,6% il 16 settembre) e la Lega Nord con il 15,3% (15,2%). Tra le altre forze politiche, soltanto Fratelli d’Italia supererebbe il 5%. Se si allarga lo sguardo al consenso alle principali aree politiche, l’attuale maggioranza di governo (comprendente Mdp) oscillerebbe nella media di settembre 2017 tra il 32 e il 34%, il centrodestra tra il 34 e il 36%, il M5S tra il 26 e il 28%, la sinistra tra il e 2 il 3% (altri partiti tra il 2 e il 3%).

LA RIFORMA ELETTORALE: IL ROSATELLUM BIS
La commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato il Rosatellum bis come testo base della legge elettorale, così ribattezzato perché ricalca, pur con sostanziali modifiche, la precedente proposta del Rosatellum, dal nome del capogruppo Pd Ettore Rosato. La proposta di legge prevede un sistema misto, così ripartito: il 64% degli eletti entrerebbe in Parlamento su base proporzionale, il restante 36% con metodo maggioritario in collegi uninominali. Il sistema contempla la formazione di coalizioni e i candidati nei collegi uninominali possono essere sostenuti da più partiti. Non c’è voto di preferenza, mentre sono previste liste circoscrizionali nel proporzionale e i candidati sono eletti secondo l’ordine di lista. Lo sbarramento per i seggi assegnati su base proporzionale è fissato al 3%.

Osservando le simulazioni – Tecnè ha ipotizzato due scenari: il primo prevede il Pd alleato con Alternativa popolare e il centrodestra formato da FI, Lega e FdI; il secondo un centrosinistra e un centrodestra entrambi uniti, con il M5S che correrebbe in ogni caso da solo – risalta agli occhi come si porrebbe dopo il voto un problema legato alla formazione di una maggioranza di governo (e in misura superiore con un sistema proporzionale puro). E poiché il Rosatellum bis spingerebbe ad un patto elettorale tra le forze politiche che compongono una coalizione, dare vita in un successivo momento a maggioranze diverse significherebbe rompere quel patto “premiato” in precedenza dal proprio elettorato.

L’AGENDA POLITICA
Uno dei temi “caldi” dell’estate è stato quello legato ai flussi migratori, eppure, stando alle rilevazioni Tecnè, l’immigrazione viene percepita come il principale problema dell’Italia da quanti – nel 57% dei casi – hanno dichiarato il voto per FI, Lega e FdI. Tra gli elettori delle altre forze politiche il tema non compare neppure tra i primi cinque problemi. La mancanza di lavoro, invece, è quello più sentito dagli elettori di Articolo 1, Campo progressista e Sinistra italiana, ma anche da quelli del M5S. Le tasse troppo elevate è il problema che più viene citato dagli elettori di Pd e Aternativa popolare.

NOTA METODOLOGICA
Campione rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana articolato per sesso, età, area geografica
Numerosità del campione: 1.000 casi – Metodo di rilevazione: CATI-CAMI-CAWI – Margine di errore: +/- 3,1% (sui risultati a livello dell’intero campione)
Data di effettuazione delle interviste: 23-24 settembre 2017
Committente: Tgcom24
Soggetto realizzatore: Tecnè S.R.L.

 

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