Catalogna: il giorno dopo il referendum | T-Mag | il magazine di Tecnè

Catalogna: il giorno dopo il referendum

Nonostante la vittoria degli indipendentisti, il futuro della Catalogna è ancora incerto
di Matteo Buttaroni

Al referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna – ritenuto illegale dal governo di Madrid e dal Tribunale Costituzionale spagnolo – ha vinto il Sì. Ed è stata una vittoria schiacciante: sono risultate a favore il 90,09% delle 2.262.424 schede scrutinate (le autorità spagnole hanno chiuso circa 300 seggi su 2.315), ma è anche vero che l’affluenza è stata piuttosto bassa: appena il 42%.

Per questo in serata il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha ringraziato le persone che non si sono recate alle urne, sottolineando come ieri, in realtà, non si sia tenuto “nessun referendum. Quella alla quale abbiamo assistito oggi è stata una messa in scena. Il nostro stato di diritto mantiene la sua forza e resta in vigore, reagisce di fronte a chi vuole sovvertirlo”.
Al contrario, nel discorso tenuto al termine degli scrutini, il presidente catalano Carles Puigdemont ha sostenuto che i “cittadini della catalogna” si sono “meritati il diritto di avere uno stato indipendente che si costituisca nella forma di una repubblica” e per questo nel corso della settimana presenterà al Parlamento spagnolo – formato prevalentemente da partiti indipendentisti – la dichiarazione d’indipendenza. Senza dimenticare però che da un lato le istituzioni politiche e giudiziarie spagnole hanno giudicato illecito il referendum e quindi l’esito del voto risulta tutt’ora non valido.
Sui giornali di oggi non si parla unicamente dell’esito del referendum. Per tentare di bloccare la consultazione popolare, il governo spagnolo ha fatto intervenire la polizia nazionale e la Guardia Civil con l’intento di chiudere i seggi e sequestrare il materiale elettorale. L’operazione, ovviamente contrastata dagli elettori indipendentisti, è sfociata in scontri tra militari e civili con un bilancio che parla di 761 feriti accertati. Secondo il portavoce del governo catalano, Jordi Turul, se le autorità spagnole avessero lasciato che la consultazione si svolgesse senza creare intoppi la partecipazione al voto avrebbe potuto raggiungere il 55%.

 

2 Commenti per “Catalogna: il giorno dopo il referendum”

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