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Il “boom” dell’occupazione a termine

L’aumento degli occupati continua a riguardare soltanto i dipendenti, ma in oltre otto casi su dieci a termine. Prosegue la diminuzione degli indipendenti
di Redazione

Il dato più alto dal 1992: cresce l’occupazione, sì, ma in quota nettamente superiore quella a termine. Sono 2 milioni e 784 mila i dipendenti che rientrano in questa categoria, per l’esattezza. A renderlo noto l’Istat nel report dedicato al mercato del lavoro nel terzo trimestre 2017. Nel periodo considerato, spiega l’Istituto nazionale di statistica, prosegue la crescita tendenziale del numero di occupati (+1,3%, 303 mila in un anno) con il tasso di occupazione delle persone di 15-64 anni che sale al 58,4% (+0,8 punti). L’aumento degli occupati continua a riguardare soltanto i dipendenti, in oltre otto casi su dieci a termine, mentre prosegue la diminuzione degli indipendenti. L’incremento degli occupati a tempo pieno, per il dodicesimo trimestre consecutivo, si affianca alla crescita del tempo parziale ininterrotta dal 2010; l’aumento del tempo parziale è ancora sostenuto da quello di tipo volontario, cosicché l’incidenza del part time involontario scende al 61,1% dei lavoratori a tempo parziale (-0,5 punti) e all’11,3% del totale occupati (-0,1 punti).

Sulla base dei dati di flusso, si stima un aumento della quota di disoccupati che, a distanza di 12 mesi, transita verso l’occupazione (dal 24,7% tra il terzo trimestre 2015 e il terzo trimestre 2016 al 25,4% nell’analogo periodo tra il 2016 e il 2017), soprattutto per i giovani, gli individui con elevato livello di istruzione, e i residenti nel Nord; crescono anche i casi di transizione dall’inattività verso la disoccupazione (+0,4 punti), in particolare per le forze di lavoro potenziali (+1,5 punti percentuali). Per il secondo trimestre consecutivo continua la diminuzione del numero di disoccupati la cui stima scende a 2 milioni 737 mila unità (-71 mila in un anno, -2,5%); il calo è concentrato tra gli ex-occupati, ossia tra chi aveva un’occupazione. Il tasso di disoccupazione cala al 10,6% con una riduzione di 0,4 punti che coinvolge di più gli uomini e soprattutto il Mezzogiorno e i giovani.

Nel terzo trimestre 2017 si stima a 1 milione 599 mila il numero di persone in cerca di occupazione da almeno 12 mesi (-6 mila, -0,4%); l’incidenza di questo gruppo sul totale disoccupati sale al 58,4% (+1,2 punti in un anno) a ragione della diminuzione più intensa del numero di disoccupati di breve durata (-5,1%).

Nel terzo trimestre 2017 si è molto accentuata la riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-300 mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività (-0,6 punti). Il calo dell’inattività riguarda entrambe le componenti di genere, tutte le ripartizioni e le diverse classi di età; la diminuzione coinvolge soprattutto le forze di lavoro potenziali (-264 mila, -7,5%) e in lieve misura anche gli inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili (-36 mila, -0,4%). Dai dati di flusso, per le forze di lavoro potenziali è aumentata la percentuale di quanti transitano verso la disoccupazione (dal 18,3% al 19,9% nei dodici mesi).

(fonte: Istat)

 

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