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All’estero per lavorare? Solo se l’impiego è sicuro

Secondo Eurostat il 60% dei giovani disoccupati italiani non è disposto a muoversi per trovare un lavoro. Ma un'indagine InfoJobs mette in luce come la maggior parte degli intervistati sia disposta a lasciare l'Italia in presenza di garanzie e stabilità
di Redazione

Una porzione consistente dei giovani disoccupati italiani è alla ricerca di un impiego ma non è disposto a lasciare la propria città per trovarne uno. Secondo un’analisi dell’Eurostat – la ricerca, basata sui dati del 2016, considera i giovani tra i 20 e i 34 anni –, il 60% dei giovani disoccupati italiani non è disposto a muoversi per trovare un lavoro.

Il dato – leggermente superiore alla media europea che si attesta al 50%, con picchi a Malta (73%), Paesi Bassi (69%) e Cipro (68%) – non dovrebbe comunque sorprendere: lasciare la propria casa per motivi lavorativi può essere una strada difficilmente percorribile per molti giovani. Ciò non significa soltanto confrontarsi con una realtà diversa da quella in cui si è cresciuti, ma anche affrontare delle spese notevoli. Si consideri, ad esempio, l’affitto.
Tra quanti italiani si dichiarano disponibili a muoversi per trovare un lavoro: il 20% lo farebbe soltanto se la destinazione finale fosse in Italia, il 7% in un altro Paese europeo e il 13% al di fuori dell’Unione europea.
L’Eurostat osserva che il 98% degli italiani d’età compresa tra i 20 e i 34 anni che già lavorano – la quota più grande registrata tra i Paesi dell’Unione dove la media è del 60% – hanno trovato la loro attuale occupazione senza bisogno di cambiare residenza mentre soltanto l’1% ci è riuscito trasferendosi in un’altra città italiana.

Qualche mese fa un’indagine condotta da InfoJobs – l’analisi considerava un campione di oltre 4.000 utenti – aveva cercato di approfondire il tema. Secondo la ricerca, il 79,5% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a lasciare l’Italia soltanto con un impiego sicuro nel Paese di destinazione, a differenza di quanto farebbe il 20,5% disposto a partire anche senza un’occupazione già garantita. Perché andare via dall’Italia? Secondo InfoJobs, il 45,5% lo ha fatto perché all’estero gli veniva riconosciuta una remunerazione più adeguata. Una volta trasferitisi nel Paese di destinazione, però, i giovani italiani hanno incontrato qualche scoglio: il 29,1% ha ammesso di aver avuto difficoltà a raggiungere un buon tenore di vita mentre il 20,4% di avere un orario di lavoro che permettesse di conciliare tempi lavorativi e personali.

 

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