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Sembra che le famiglie italiane se la passino un po’ meglio

Certo, le difficoltà non mancano, ma i motivi per essere un po' ottimisti ci sono
di Matteo Buttaroni

Gli ultimi dati relativi alla fiducia dei consumatori italiani hanno evidenziato come la situazione per le famiglie sia un po’ migliorata. A conferma del fatto che a migliorare non sia però solo la percezione degli italiani ci sono anche gli ultimi dati Istat sulla situazione finanziaria delle famiglie.

Aumentano i giudizi positivi sulla situazione economica della propria famiglia
L’indice generale a marzo ha infatti registrato una crescita, passando dai 115,7 punti di febbraio a 117,5. A portare su l’indice generale sono state tutte le componenti calcolate dall’Istat: il clima economico è salito da 140,1 a 141,9, quello personale da 108 a 109,3, quello corrente da 113 a 115,1 e quello futuro da 119 a 121,1. Per quanto riguarda i sotto indici personali, netti miglioramenti hanno riguardato sia l’opportunità attuale di risparmio (da 130,1 a 142,7 punti) sia i giudizi sul bilancio familiare (da 12,6 a 16,4). Migliorano anche i giudizi e le attese sulla situazione economica della propria famiglia (da -21,2 a -18,6 e da -2,9 a -2,8) e le possibilità future di risparmio (da -21,2 a -20,2), rimanendo però indietro rispetto ai livelli del 2010.

Il bilancio delle famiglie…
Come abbiamo detto, però, a migliorare non è solo la percezione delle famiglie. Secondo l’ultima analisi dell’Istat, diffusa oggi, il reddito delle famiglie è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, toccando così i livelli massimi dal 2011. In termini congiunturali, l’Istituto segnala poi un aumento della propensione al risparmio dello 0,1%, all’8,2%, diretta conseguenza di un aumento del reddito maggiore rispetto a quello che ha interessato la spesa per i consumi finali, pari al +0,5%. In crescita dello 0,2% il potere d’acquisto. Per quanto riguarda, invece, il confronto tendenziale, nel quarto trimestre del 2017, l’Istat ha registrato un aumento del deflattore implicito delle famiglie di un punto percentuale che, tenendo contro del +2,3% messo a segno dal reddito, ha determinato un aumento del potere d’acquisto del l’1,3%.

…e i consumi
Numeri positivi che però tardano ad avere ripercussioni significative sui consumi. Secondo il Codacons, per esempio, è senza dubbio positivo il +2,5% messo a segno dai consumi finali nel 2017, specificando però che è presto per “cantare vittoria”. “Finalmente i consumi, dopo i dati deludenti del 2016, fanno segnare una crescita incoraggiante nel 2017 – si legge nella nota di commento ai dati Istat -, dovuta soprattutto ai prezzi al dettaglio rimasti particolarmente bassi nel corso dell’anno e all’aumento del reddito disponibile. Purtroppo però siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi, quando i consumi crescevano fino al ritmo del +4% all’anno, e la strada per colmare il gap con il passato (-80 miliardi di euro di consumi nel periodo della crisi economica) appare lunga e tortuosa, come dimostrano i dati negativi delle vendite al dettaglio nei primi mesi del 2018”.

 

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