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Nuovi abbonati e ricavi su, Netflix continua a crescere

I numeri del primo trimestre 2018: 7,41 milioni di iscritti in più e aumento dell'utile a 290 milioni di dollari
di Redazione

C’è lo streaming musicale, c’è lo streaming per i contenuti video. Ed entrambi, a quanto pare, viaggiano a gonfie vele. Se il primo segmento è trainato soprattutto da Spotify (recente la sua quotazione in Borsa), nel secondo caso è Netflix ad attrarre il maggior numero di utenti ed abbonati.

I numeri del servizio sono in aumento: nel primo trimestre del 2018 si è registrato un aumento di 7,41 milioni di abbonati, per un totale di 125 milioni di persone raggiunte in tutto il mondo. Di conseguenza il primo trimestre fiscale viene chiuso dalla società – fondata 20 anni fa il cui business riguardava in particolare il noleggio di film in dvd, per poi cominciare intorno al 2007 la distribuzione dei primi contenuti in streaming – con un aumento dell’utile a 290 milioni di dollari, un risultato importante rispetto ai 178 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono aumentati del 40%, a 3,7 miliardi di dollari. Oggi Netflix è presente in più di 190 Paesi e sta puntando sempre più ai nuovi contenuti, moltissimi dei quali originali, per cercare di invogliare un numero maggiore di utenti a iscriversi. E la politica, almeno finora e in mancanza di una concorrenza (che pure esiste, da Amazon fino ai servizi meno noti) di pari livello, sembra funzionare. Gli accordi con Sky e T-Mobile – tanto per restare nella più stretta attualità – sono funzionali ad ampliare la platea di abbonati, a questo si aggiungano gli investimenti in pubblicità mirate e marketing. E i contenuti, ancora. Si pensi, ad esempio, al recente accordo con Shonda Rhimes, famosa creatrice di prodotti seriali che ha lasciato dopo 15 anni Abc per approdare proprio a Netflix. Altri elementi sembrano infine avvantaggiare Netflix, nonché lo streaming in generale: la possibilità secondo il nuovo regolamento comunitario, dal mese di aprile, di usufruire dei servizi a cui si è abbonati in tutti gli Stati dell’Unione europea. Un mercato, insomma, destinato a crescere ancora.

 

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