Come la demografia cambia il mercato del lavoro | T-Mag | il magazine di Tecnè

Come la demografia cambia il mercato del lavoro

Per l'Istat «nei prossimi 20 anni è altamente probabile che l’Italia perderà 3 milioni e mezzo di individui in età lavorativa
di Fabio Germani

Secondo le previsioni demografiche dell’Istat la probabilità che aumenti la popolazione italiana tra il 2017 e il 2065 è pari al 9%. Entro quella data, in Italia, la vita media crescerebbe di oltre cinque anni per entrambi i generi, giungendo a 86,1 anni e 90,2 anni, rispettivamente per uomini e donne (80,6 e 85 anni nel 2016). In generale la popolazione italiana è destinata a ridursi in maniera significativa nei prossimi 50 anni, afferma l’Istat: nel 2061 il numero di neonati sarà la metà di quello dei morti.

Questo, in estrema sintesi, il quadro demografico del paese. Che aiuta, una volta di più, a comprendere meglio alcune dinamiche all’interno del mercato del lavoro. Perché proprio la demografia è uno degli elementi che sta determinando processi e mutamenti. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad una crescita degli occupati di 50 anni e più, contestualmente ad una diminuzione (o su valori stabili) dei lavoratori più giovani. Concorrono due fattori, in questo caso: il grado di esperienza (ci sono mansioni per cui le imprese faticano a reperire capitale umano) e l’invecchiamento della popolazione, dovuto tanto al calo delle nascite quanto all’aumento dell’aspettativa di vita. Un trend che però non è solo italiano, interessa diversi paesi nel mondo e l’Europa in particolare. Da tempo, non a caso, la Bce si dice preoccupata dall’invecchiamento che porterà a un declino nella disponibilità di forza lavoro, con il conseguente (e ulteriore) impatto negativo sulla produttività. Già il Fondo monetario internazionale, non molto tempo fa, partendo dal campione di alcuni paesi europei analizzati, stima un incremento di cinque punti percentuali della quota di lavoratori tra i 55 e i 64 anni può incidere su un calo della produttività del lavoro pari al 3%.

Nel report Il mercato del lavoro. Verso una lettura integrata, pubblicato alla fine dello scorso anno, l’Istat afferma che «se per gli anni a venire si prevede una stabilità della componente giovanile, gli effetti di bassa natalità si riflettono sulla componente adulta (35-54 anni) che declina fortemente, con una corrispondente crescita della componente di popolazione più matura (55-69 anni)». Ciò vuol dire che «nei prossimi 20 anni è altamente probabile che l’Italia perderà 3 milioni e mezzo di individui in età lavorativa (15-69 anni, cioè una maggiore soglia di età anziché la tradizionale 15-64 per includere anche gli individui interessati dalle riforme pensionistiche), con un decremento più consistente nella classe adulta (-24,7% nella fascia d’età 35-54 anni) e giovane (-7,4% in quella con meno di 35 anni) e un incremento atteso nella classe d’età più matura (+17,6%)». Vanno poi considerate altre situazioni oltre alla dinamica demografica perché, ricorda sempre l’Istat, «i cambiamenti nella dimensione e nell’età media sono frutto anche della trasformazione dei modelli di partecipazione della forza lavoro e dei cambiamenti normativi». Ad esempio l’aumento della scolarizzazione che «ha ritardato l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro», oppure i cambiamenti normativi riguardanti l’età pensionabile che «hanno trattenuto più a lungo le persone di età matura nell’occupazione, determinando un “invecchiamento” della forza lavoro».

GALASSIA LAVORO

@fabiogermani

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, Oms: «Non ci sarà un ritorno alla normalità a breve»

«Voglio essere schietto, troppi paesi vanno verso la direzione sbagliata». Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che…

14 Lug 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Macron: «La riforma delle pensioni sarà rinegoziata»

«La riforma delle pensioni non può essere fatta come era stato previsto prima delle crisi». Così il presidente francese, Emmanuel Macron, nell’intervista in diretta tv…

14 Lug 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, 13 milioni di contagi nel mondo e 573mila morti

Stando ai dati della Johns Hopkins University, sono 573mila i morti in tutto il mondo da coronavirus, mentre i contagi hanno superato quota 13milioni.…

14 Lug 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Omofobia, alla Camera la Commissione Giustizia ha adottato il testo base del relatore Zan

Il testo unificato del relatore Alessandro Zan sull’omofobia è stato adottato dalla Commissione Giustizia della Camera dei deputati. come testo base, su cui i gruppi…

14 Lug 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia