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e-Commerce: gli italiani “guardano”, ma comprano poco

Sebbene i numeri del commercio elettronico registrino costanti trend al rialzo, resta piuttosto elevato il tasso di abbandono degli utenti durante le ricerche dei prodotti
di Redazione

Il mercato dell’e-Commerce in Italia è un settore ancora in espansione il cui valore degli acquisti si stima possa arrivare quest’anno a 27 miliardi di euro, secondo l’analisi effettuata dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm della School of Management del Politecnico di Milano, nel nostro paese si contano più di 100 piattaforme attive che, come per i negozi fisici, devono mettere in atto strategie e scelte in base agli obiettivi e alla merce venduta.

Infatti dal rapporto dell’Osservatorio che studia il comportamento dei consumatori analizzando il tasso di abbandono degli utenti a seconda della fase del customer journey, emerge che emerge che il 43,9% dei visitatori abbandona il sito di ricerca pochi secondi dopo l’accesso, comportamento che definisce il bounce rate, il 42,8% invece lascia la pagina durante la ricerca del prodotto, che quantifica il research abandonment rate, mentre l’11,7% abbandona la navigazione nella fase pre-conclusiva, ovvero al carrello senza finalizzare l’acquisto. Ne risulta quindi che il convertion rate sia pari all’1,6%, vale a dire che solo una piccolissima percentuale di visitatori completa l’ordine acquistando il prodotto visto e selezionato.

Il convertion rate dipende in modo significativo dal settore merceologico, infatti il Food delivery e l’editoria registrano tassi di cart abandonment – abbandono alla cassa – inferiori rispetto a comparti quale il turismo o dell’elettronica. Ma a influire sul percorso del consumatore interviene anche la metodologia utilizzata, quindi la strategia di iniziativa dei merchant e il tipo di device utilizzato dall’utente: generalmente lo smartphone finalizza meno acquisti del desktop. A fronte di ciò, la ricerca conferma che nel 2018 i merchant italiani hanno riservato il 77% dell’investimento in advertising nel canale online e solo il restante 23% per la pubblicità sui media tradizionali quali Tv, radio e giornali. La spesa in advertising online rimane prevalente su desktop (59% del totale), anche se lo spazio dedicato allo smartphone continua a crescere passando dal 35% nel 2017 al 37% nel 2018. In particolar modo la spesa online, il 50% dell’investimento è finalizzato per soluzioni di search advertising, a cui segue il 42% per soluzioni di display advertising, soprattutto per banner (19%) e social (20%) e poco nella componente video (3%).

 

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