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I portieri ai tempi dell’e-commerce

Il boom degli acquisti online rende necessario poter contare su una persona che ci sia per poter ritirare la spedizione

Uno dei mestieri che a causa della modernità e della crisi ha subito un declino è, o meglio era, quello del portiere, persona di famiglia per gli inquilini del palazzo nel quale, spesso, lui stesso abitava: dal 2009 nella sola Milano si contavano 400 portieri in meno ogni anno.

Segno distintivo del benessere italiano, ormai ritenuti troppo costosi e superflui, i portinai sono stati sostituiti dalla convenienza delle imprese di pulizie e dalla modernità dei videocitofoni. Ma proprio grazie alla modernità il ruolo del portiere di palazzo –o in nuovi esperimenti di quartiere-, sta tornando in auge: il boom degli acquisti online rende necessario poter contare su una persona che ci sia per poter ritirare la spedizione.
Dopo dieci anni in cui si registravano solo diminuzioni, nel 2017, secondo i dati di Confedilizia, i portieri sono aumentati del 10%, fino a quota 50 mila, -numero che secondo le stime crescerà nei prossimi anni- presenti soprattutto nelle maggiori città italiane.
I portinai ai tempi di Amazon, sono un esempio dei mestieri che rinascono dai vecchi, poiché se ne reinventa la funzione in chiave moderna: l’accoglienza non è più (o almeno non è solo) alle persone e ai condomini, ma ai pacchi dell’e-commerce.

Cambiano quindi le mansioni e spesso anche il ruolo sociale, ma anche il suo contributo all’integrazione: ora il mestiere è svolto sempre più spesso da stranieri. Come confermano i dati Confedilizia, se sei portieri su 10 sono ancora italiani, tra gli stranieri il 70% è di nazionalità filippina, seguiti da cingalesi, rumeni e sudamericani. Non solo la nazionalità, a connotare il nuovo portiere sono anche caratteristiche quali l’età media, intorno ai 50 anni, il fatto che generalmente è un uomo, e soprattutto l’orario di lavoro: a Milano circa la metà dei portinai usufruisce del part time, a Roma lo fa il 35%, mentre a Napoli il 30%.
L’orario ridotto è una differenza fondamentale che caratterizza la trasformazione del mestiere di oggi, infatti anche se sta ritornando il lavoro del portiere, con il massiccio ricorso al part time si perde la completezza del ruolo sociale da essi rappresentato.
A spiegare l’inversione di tendenza verso la riscoperta del ruolo dei portieri non intercorrono solo motivazioni 2.0, essi fanno fronte ad un bisogno più tradizionale che preoccupa gli inquilini, ovvero la sicurezza. Non a caso, stando ai dati Assoedilizia, la presenza del portiere nel proprio palazzo riduce dell’80% il rischio di subire furti.

 

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