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Studiare all’estero, sono le ragazze a partire di più

In generale sono 7.400 gli adolescenti che hanno trascorso dai 3 ai 9 mesi all’estero durante lo scorso anno scolastico
di Redazione

L’Osservatorio nazionale sull’internalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca ha presentato in collaborazione con Ipsos il suo decimo rapporto sottolineando la diversa tendenza che ragazzi e ragazze hanno all’internazionalizzazione durante il percorso scolastico. Il sondaggio si basa sulle risposte date da un campione di studenti del quarto e quinto anno delle scuole secondario di secondo grado e studenti in procinto di partire.

Secondo i dati 7.400 adolescenti hanno trascorso dai 3 ai 9 mesi all’estero durante lo scorso anno scolastico, con un incremento del 111% rispetto al 2009, anno di inizio delle rilevazioni da parte dell’Osservatorio. L’identikit del tipico studente che vive un’esperienza di studio fuori dall’Italia corrisponde in realtà a quello di una studentessa, proveniente dal liceo e tendenzialmente con buoni voti. Il genere influisce fortemente sulla disponibilità di partire, infatti la percentuale di femmine che partecipano a programmi di scambio, 68%, supera nettamente quella dei maschi, 32%. Tra gli altri fattori determinanti il rapporto sottolinea appunto l’istituto di provenienza, nell’80% dei casi liceali, nonché la media degli studenti dato che il 60% di chi parte si ritiene essere tra i migliori della classe. Ovviamente l’attitudine che il singolo studente ha nel trascorrere un periodo di studio all’estero, dipende dalla visione del mondo che lo caratterizza, non sempre, come si evince dal rapporto, connotate dal genere.

La spiccata apertura nei confronti dell’altro è fondamentale per il 70% di coloro che partono gran parte della gente è degna di fiducia, mentre è dello stesso parere solo il 44% del totale dei giovani, l’80% sostiene che nel mondo sia importante che tutti siano trattati equamente e che abbiano le stesse opportunità, contro il 46% del totale e il 92% ritiene che gli stranieri siano da conoscere senza timori, contro il 56%.
Secondo i dati, queste percentuali sono trasversali e non differiscono in modo significativo in base al genere, mentre risulta connotata la motivazione che spinge alla scelta dell’esperienza all’estero: per le ragazze prevale un sentimento di sfida e rivalsa, convinte che ci sia necessità di assumersi delle responsabilità per contrastare l’immobilismo, mentre i ragazzi sono maggiormente spinti da possibili benefici in termini di carriera futura.

La famiglia e gli affetti in generale hanno un peso importante in una scelta di questo tipo, soprattutto perché il campione prende in esame neo-diciottenni o quasi maggiorenni, ma se le ragazze che partono appaiono essere più legate ai propri punti di riferimento, per i ragazzi è l’opposto:le giovani in partenza traggono forza dalle relazioni instaurate e, anche grazie a queste, riescono a trovare soluzioni a situazioni nuove, come appunto partire o meno, al contrario per i maschi legami e i consigli della famiglia possono creare una sorta di dipendenza rappresentando quindi un vincolo che vorrebbero nella nuova quotidianità.

 

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