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Nuove professioni ICT, maggiori opportunità occupazionali

Secondo l’Osservatorio delle Competenze Digitali solo nel 2017 gli annunci di lavoro in questo segmento sono stati 64 mila, in crescita sul 2016
di Redazione

Anche l’Italia corre verso la digitalizzazione, un modello di sviluppo che mostra un ampio margine di crescita dal punto di vista occupazionale: questo è quanto emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, condotto dalle maggiori Associazioni ICT in Italia, con il supporto di CFMT, Confcommercio, Confindustria e il patrocinio di MIUR e AGID. Secondo l’Osservatorio solo nel 2017 gli annunci online di lavoro per professioni ICT, sono state 64 mila, numero raddoppiato rispetto a quattro anni prima e che registra una crescita del 7% anche sui dati del 2016.

Lo sviluppatore è la professionalità più richiesta, con il 49% di annunci pubblicati sul web, e un aumento del 19% rispetto allo scorso anno, seguita dal consulente ICT presente in un annuncio su sei. I dati delle richieste relative allo scorso anno incoraggiano ad intraprendere lo studio e una futura carriera nell’ITC, viste anche le previsioni per il prossimo triennio che sembrano essere altrettanto favorevoli: tra il 2018 e il 2020 si stimano fino a 88 mila nuovi posti di lavoro nel settore.

Oltre ai dati che mostrano la prospettiva dell’occupazione, il rapporto dell’Osservatorio sottolinea che l’aumento della richiesta negli ultimi hanno ha fatto registrare anche un aumento degli stipendi in base ai ruoli, ed infatti nel 2017 nelle aziende di informatica e di elettronica le retribuzioni dei quadri hanno avuto un incremento del 4,3% e quelle de i dirigenti del 6%. Nelle aziende di Consulenza e Servizi ICT crescono le retribuzioni degli Impiegati del 2,5%, dei dirigenti e dei quadri +1,8%. Davanti ad una domanda così alta del mercato del lavoro digitale, il lato dell’offerta rimane impreparato e non sembra essere al passo con i tempi, i laureati ICT sono pochi, non soddisfano il fabbisogno delle aziende e crescono lentamente rispetto alle posizioni aperte. Secondo le stime dell’Osservatorio a fronte di una richiesta di laureati ITC che nel 2018 varia tra i 12.800 e i 20.500, nell’anno dalle università sarebbero laureati poco più di 8.500 ragazzi, un gap importante che può arrivare anche al 58%.

Un settore su cui concentrare gli studi che ancora fatica a svilupparsi: nel 2017 i laureati ICT sono stati 7.700, leggermente in crescita rispetto al 2016, ma sono calati gli specialisti in Informatica e Ingegneria Informatica, mentre si confermano gli alti tassi di abbandono: si laurea solo il 40% degli immatricolati nelle triennali, come nel 2016. A livello territoriale, il maggiore incremento della richiesta di figure professionali ICT si concentra nel Nord-Ovest, specialmente in Lombardia, la cui quota rappresenta il 48% del totale in Italia, mentre la crescita delle immatricolazioni cresce nel Nord-Ovest, Nord-Est e Sud del 6%, le Isole del 13%, mentre diminuisce il Centro, che registra un -9,2%.

 

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