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La produzione industriale crolla anche nell’Eurozona

L'Eurostat registra una brusca frenata nel mese di novembre: -1,7% rispetto al mese precedente, -3,3% su base annua
di Redazione

Secondo i dati dell’Eurostat, la produzione industriale nel mese di novembre 2018 ha registrato una brusca frenata rispetto al mese precedente, sia nell’Eurozona, in cui ha segnato un -1,7%, che nell’UE28, in cui la diminuzione è stata dell’1,3%. Il dato della zona euro è risultato essere peggiore delle previsioni, già negative, degli analisti che pronosticavano una contrazione più contenuta, fino all’1,5%, dopo che il mese di ottobre aveva fatto registrare delle lievi oscillazioni positive pari allo 0,1% sia nell’UE28 che nell’eurozona.

Il calo della produzione industriale è evidente anche su base annua, rispetto a novembre 2017 infatti la flessione registrata è stata del 3,3%, limitatamente alla zona euro e del 2,3% per l’UE a 28. Nello specifico il decremento maggiore si è registrato in Irlanda, -7,5%, Portogallo, -2,5%, Germania e Lituania, entrambe -1,9%. Mentre l’Italia ha confermato la flessione dell’1,6% già anticipato dai dati Istat relativi allo stesso periodo e resi noti venerdì scorso.

Anche gli altri paesi trainanti l’economia europea mostrano segnali negativi, la Francia che fa segnare una flessione dell’1,3% e il Regno Unito, -0,4%. I dati su base mensile dell’Eurostat sulla produzione industriale risultano invece positivi per l’Estonia, Grecia e Malta, che registrano rispettivamente 4,5%, 3,1% e 2,6%. Percentuali simili si mostrano per i dati calcolati su base annua, anche in questo caso i paesi dell’Unione europea che perdono più punti sono l’Irlanda, -9,1%, la Germania, -5,1% e il Portogallo, -2,9%, seguiti dalla Spagna la cui flessione è stata del 2,8%. Mentre gli incrementi maggiori, da novembre 2017 allo stesso mese del 2018, si sono registrati in Estonia, 7,9%, Polonia, 5,3% e Ungheria, 3,5%.

Su base annua anche l’Italia registra percentuali di calo in linea con la decrescita europea, segnando un calo del 2,6%, nonostante l’incremento positivo di un punto percentuale su base annua di ottobre.

(fonte: Eurostat)

 

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