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«Il futuro del lavoro», le raccomandazioni dell’ILO

Nel mondo ci sono 190 milioni di persone senza lavoro. Automazione e nuove tutele: l'importanza degli investimenti nel potenziale umano
di Redazione

«Si prospettano innumerevoli opportunità per migliorare la qualità della vita lavorativa, ampliare le scelte, colmare il divario di genere, rimediare alle disuguaglianze e altro ancora. Tuttavia questo non accadrà senza un’azione decisiva che affronti l’incertezza e l’acuirsi delle disuguaglianze nel mondo». È partendo da queste considerazione che l’ILO, l’organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, mette in guardia dalle lunghe trasformazioni sociali ed economiche, dall’impatto tecnologico alla demografia, capaci – sono le previsioni – di creare numerose opportunità e al tempo stesso, se non adeguatamente governate, di sviluppare tensioni e minare i processi democratici.

(fonte: ILO)

«Il progresso tecnologico – l’intelligenza artificiale, l’automazione e la robotica – creerà nuovi posti di lavoro, ma chi perde il lavoro nel processo di transizione sarà forse chi è meno attrezzato per cogliere le nuove opportunità. Il patrimonio attuale di competenze non corrisponderà a quello richiesto dai lavori di domani e le competenze nuovamente acquisite potrebbero rapidamente diventare obsolete. La transizione ecologica delle nostre economie creerà milioni di posti di lavoro man mano che saranno adottate pratiche sostenibili e tecnologie pulite, ma altri posti di lavoro scompariranno con il ridimensionamento delle industrie ad alta intensità di carbonio e di risorse», scrive l’ILO a tale proposito.

IL QUADRO
Secondoi i dati raccolti dall’ILO, sono 344 milioni i posti di lavoro da creare entro il 2030 in un contesto mondiale che vede attualmente 190 milioni di persone – di queste, 64,8 milioni di giovani – senza impiego. Poi ci sono 300 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di povertà, sotto i due dollari al giorno. Il 36,1% della forza lavoro viene impiegata oltre le 48 ore, la crescita dei salari è calata dal 2,4% e l’1,8% tra il 2016 e il 2017, le donne vengono pagate il 20% in meno degli uomini e, per non farsi mancare nulla, ogni anno 2,78 milioni di persone muoiono a causa di incidenti sui luoghi di lavoro.

I SUGGERIMENTI DELL’ILO
Di qui una serie di suggerimenti da parte dell’ILO ai governi, con lo scopo di sostenere le sfide del futuro legate alle attività lavorative, non solo per fare fronte all’automazione, ma anche in termini di tutele e diritti. Tra questi: rivitalizzare il contratto sociale «che garantisce equa partecipazione dei lavoratori al progresso economico, il rispetto dei diritti e la protezione contro i rischi», «in cambio del costante contributo dei lavoratori all’economia»; aumentare gli investimenti nel potenziale umano («Un diritto universale all’apprendimento lungo l’intero arco della vita che consenta alle persone di acquisire competenze, di riqualificarsi e di perfezionarsi», «Intensificare gli investimenti nelle istituzioni, nelle politiche e nelle strategie che sosterranno le persone attraverso le transizioni durante il futuro del lavoro»); aumentare gli investimenti nelle istituzioni del lavoro e quelli nel lavoro dignitoso e sostenibile, al fine di favorire anche l’uguaglianza di genere, creare milioni di posti di lavoro e nuove opportunità per le micro, piccole e medie imprese.

GALASSIA LAVORO

 

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