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Il rallentamento economico della Germania

Gli indicatori di inizio 2019 sono poco incoraggianti. E in un suo report, Deutsche Bank parla di rischio recessione
di Redazione

Se la Germania ha il raffreddore, tutta l’Europa ne risente. Secondo un’analisi di Deutsche Bank l’economia tedesca potrebbe contrarsi nel trimestre in corso e poiché l’avvio del 2019 è stato molto deludente si teme il rischio recessione per Berlino.

L’economia dell’Eurozona è in una fase di rallentamento generale, che sta però coinvolgendo anche la sua storica locomoiva, ovvero la Germania. Il Pil tedesco, nel 2018, è cresciuto per il nono anno consecutivo, ma ad un ritmo decisamente inferiore: +1,5% contro il 2,2% dei due anni precedenti. In particolare nel terzo trimestre dello scorso anno si era registrata una lieve flessione (-0,2%).

L’export è andato bene, ma meno del previsto. A trainare la crescita sono stati soprattutto la domanda interna e i consumi, che hanno compensato proprio le difficoltà legate all’altalenante andamento delle esportazioni, dovuto – in parte – alle spinte protezionistiche degli Stati Uniti. Il 2019, dicevamo, non è cominiciato nel migliore dei modi per la Germania. L’attività manifatturiera della Germania ha registrato una brusca frenata a gennaio, con l’indice Pmi che si è attestato appena sotto la soglia base dei 50 punti, a 49,9 (a indicare una lieve fase di contrazione). E che il commercio internazionale stia in qualche modo condizionando l’economia tedesca viene confermato dal calo degli ordini all’industria a dicembre, diminuzione che deriva dalla debolezza della domanda estera. Ma si tratta di uno specchietto per le allodole.

Nonostante una crescita più contenuta del solito, la Germania nel 2018 ha registrato un surplus di bilancio record dell’1,7% del Pil, pari a 59,2 miliardi. Una somma che Berlino considera una forma di protezione dal rallentamento economico. Tuttavia Berlino continua a ricevere critiche per i pochi investimenti pubblici e il mancato incremento dell’import a fronte di un enorme surplus commerciale (il valore delle esportazioni supera di gran lunga quello delle importazioni). E a dire il vero anche nella stessa Germania cominciano a emergere pareri di questo tipo.

Le previsioni per il 2019 sono ancora positive (anche se le stime di crescita sono state prudentemente corrette e viste al ribasso, all’1%), in verità, seppur confermando il rallentamento rispetto ai periodi precedenti. Ma i rischi ci sono, soprattutto a livello internazionale (su tuti le tensioni commerciali), e sono quelli a impensierire tanto la Germania quanto l’Europa nel complesso.

 

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