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Internet fa 30 anni, ma non tutti possono festeggiare

Nel 1989 Tim Berners Lee teorizzò il World Wide Web. Molti italiani, tra gli altri, affermano che oggi non saprebbero vivere senza. Eppure sono due miliardi le persone che ancora non riescono ad accedere alla rete

di Redazione

Oggi, 12 marzo 2019, sono esattamente 30 anni di World Wide Web. O meglio, trent’anni da quando Tim Berners Lee presentò – il 12 marzo 1989 – un saggio al Cern di Ginevra con cui teorizzò internet per come l’abbiamo conosciuto. Poi, ovvio, molto, soprattutto negli ultimi anni, è cambiato, soprattutto con l’avvento dei social media. Fatto sta che il 37% degli italiani – afferma un’indagine condotta, in realtà su larga scala, dalla società tecnologica Cisco in occasione dell’anniversario – non starebbe più senza.

Nello specifico, stando alle risposte degli intervistati italiani, internet ha reso possibile informarsi di più (79%), creare nuove opportunità di intrattenimento (71%), aumentato la prouttività (51,90%), diverse modalità di lavoro (50,5%), mentre circa un terzo ritiene che sia uno strumento che facilita l’acquisizione di nuove competenze (33%).

Accedono a internet il 78,4% degli italiani (dati Censis relativi al 2018, contenuti nel 15esimo Rapporto sulla comunicazione: +3,2% rispetto all’anno precedente e +33,1% dal 2007). Negli anni sono poi cambiate le modalità di fruizione: si utilizzano molto di più gli smartphone, quota che è salita dal 69,6% al 73,8% (+4,2% nell’ultimo anno, mentre ancora nel 2009 li usava solo il 15% della popolazione). Gli utenti dei social network, poi, crescono ancora, dal 67,3% al 72,5% della popolazione. Aumentano gli utenti di WhatsApp: il 67,5% degli italiani, l’81,6% degli under 30. Più della metà della popolazione usa i due social network più popolari: Facebook (56%) e YouTube (51,8%). Notevole è il passo in avanti di Instagram, che arriva al 26,7% di utenza (e al 55,2% tra i giovani). Mentre Twitter scende al 12,3%.

Tutto bello, in apparenza. Al netto di tanti dibattiti recenti – dalle fake news diffuse online ad altri tipi di problemi quali i casi di cyberbullismo o il rispetto della privacy – i veri ostacoli di internet sono piuttosto legati alla possibilità (o meno) di accesso alla rete. Peccato, infatti, che – dati aggiornati al 2018, contenuti in un’indagine della Alliance for Affordable Internet (A4Ai) – sono due miliardi e 300 milioni le persone, più del 30% della popolazione mondiale, che ancora non riescono ad usufruire di una connessione. In molti casi dipende dalle infrastrutture che mancano o non sono adeguate, circostanza osservabile in diversi paesi in via di sviluppo. Altre volte, invece, ciò accade perché internet è troppo caro. In alcune aree africane, ad esempio, il costo può attestarsi fino al 9% del salario mensile, motivo per cui in tanti rinunciano e decidono di restare offline.

 

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