Un mondo senza plastica (o quasi) | T-Mag | il magazine di Tecnè

Un mondo senza plastica (o quasi)

Dalle borracce ai sacchetti per la spesa, stanno cambiando le abitudini di tanti consumatori. Ma non solo: anche aziende e grande distribuzione stanno ripensando i modelli e le politiche da adottare

di Redazione

Sicuramente c’entra questa rinnovata cultura green, una maggiore consapevolezza – soprattutto tra i più giovani – che la riduzione di plastica farà bene al pianeta e a noi che lo abitiamo. Fatto sta che c’è un mercato in crescita, sebbene sia sempre esistito: quello delle borracce. L’ultilizzo di contenitori per l’acqua o bevande – che non siano le tipiche bottigliette di plastica monouso, insomma – è molto diffuso e in molti casi sono enti e istituzioni – università, regioni (ad esempio la Puglia allo scopo di tenere pulite le spiagge), comuni – a promuovere tale abitudine, in alcuni casi anche consegnandole gratuitamente.

Ce ne sono di tutti i tipi: da quelle con l’isolamento termico che di norma garantiscono una temperatura fredda per 24 ore o calda per 12, da quelle più semplici – in vetro, acciaio o plastica (riutilizzabile) – a quelle di design, dai colori accesi e dalle forme eleganti. Esistono aziende, in Italia e in Europa, specializzate nella produzione di borracce.

Il vantaggio più immediato riguarda l’impatto ambientale: si stima che entro il 2050 i mari saranno “abitati”, per così dire, dalla plastica più che dalle specie animali acquatiche, considerando che ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica vanno a finire negli oceani. E poi, nel lungo periodo, non si può non tenere conto del risparmio economico.

C’è un paradosso che riguarda proprio l’Italia. Il nostro è il paese, dopo Messico e Thailandia, in cui risulta particolarmente alto il consumo di acqua nelle bottiglie e bottigliette di plastica. E secondo molti esperti è una cosa che ha poco senso, almeno per come si presenta, essendo le nostre acque – quelle che arrivano direttamente nei rubinetti delle case o degli uffici, per intenderci – sicure, rispondendo (quasi) sempre ai parametri stabiliti in sede comunitaria, anche se non mancano delle criticità come emerge dal report di Legambiente, Buone e cattive acque.

Cambiare abitudini, in ogni caso, potrebbe non essere una cattiva idea. Tanto negli Stati Uniti quanto in Europa si stanno adottando misure che a mano a mano prevedono l’addio a sacchetti di plastica o prodotti simili. Un nuovo approccio alla vita quotidiana su cui dovranno adattarsi non solo i consumatori, ma anche le aziende e la grande distribuzione, senza per questo vedere compromessi modelli di business di successo (si pensi all’economia circolare).

 

Scrivi una replica

News

Prezzi al consumo, a luglio inflazione invariata su base mensile

«Nel mese di luglio 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione…

9 Ago 2019 / Nessun commento / Leggi tutto »

Regno Unito, nel secondo trimestre Pil in calo

Nel secondo trimestre 2019 il Prodotto interno lordo del Regno Unito è diminuito dello 0,2%. Lo ha reso noto l’Office for National Statistics – l’Ufficio…

9 Ago 2019 / Nessun commento / Leggi tutto »

Governo, Di Maio: «Andare al voto non è un problema»

«Nessun problema ad andare al voto. Anzi, dopo quel che è successo ci corriamo alle urne». Lo ha scritto il vice presidente del Consiglio e…

9 Ago 2019 / Nessun commento / Leggi tutto »

Governo, Codacons: «Stangata da 1.200 euro a famiglia con aumento Iva»

La crisi di Governo costerà miliardi di euro all’economia italiana, e porterà in prima battuta all’aumento delle aliquote Iva a partire dal 2020. Lo afferma…

9 Ago 2019 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia