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La guerra dei dazi “minaccia” il settore dei videogiochi

Nintendo sposta la produzione al di fuori della Cina, pesano le tensioni commerciali tra Washington e Pechino. Il settore, nel complesso, ha generato nel 2018 un fatturato di circa 43,4 miliardi di dollari

di Redazione

La Nintendo, azienda giapponese di videogiochi e console, qualche giorno fa ha confermato l’intenzione della casa giapponese di spostare la filiera produttiva di “Switch” al di fuori della Cina. La scelta sarebbe dovuta all’incertezza data dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti che potrebbe ripercuotersi sulle esportazioni della console.

Non è solo la Nintendo a temere le ripercussioni dei dazi, la casa giapponese insieme a Microsoft e Sony lo scorso giugno ha scritto una lettera alle autorità per il commercio a Washington notificando che in questo modo i prezzi delle console, dato che lo scorso anno ill 96% di tutte le console da gioco è stato prodotto in Cina potrebbero innalzarsi e di conseguenza potrebbero diventare un bene fuori budget per le famiglie americane. I dazi imposti dall’amministrazione statunitense prevedono tariffe del 25% su 250 miliardi di importazioni cinesi e secondo un recente studio realizzato dal Trade Partnership for the Consumer Technology Association, si stimerebbe un rincaro di almeno 840 milioni di dollari sui prezzi complessivi di acquisto. La lettera ricorda inoltre la consistenza dell’industria dei videogiochi, che negli Stati Uniti dà occupazione ad oltre 220 mila persone e che nel 2018 ha generato un fatturato totale di circa 43,4 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto all’anno precedente.

L’aumento dei prezzi delle console, ancora incerti e eventualmente indiretti – derivanti, cioè, da un’omologazione a livello internazionale dei costi di vendita -, potrebbe riguardare anche il mercato europeo e quindi quello italiano. Nel paese il mercato dei videogiochi ha seguito nel 2018 il trend americano, facendo registrare una crescita superiore alle aspettative, +18,9% rispetto l’anno precedente, arrivando a generare un giro d’affari di 1,7 miliardi di euro. Secondo i dati le console e gli accessori fisici hanno fatto registrare un fatturato di 426 milioni di euro mentre i videogiochi 1,3 miliardi e nello specifico il mercato digitale, grazie al download vale 548 milioni, ed è il segmento che fa registrare la crescita maggiore, +86,6%. I dati e le stime sono stati resi noti dall’AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, che ogni anno pubblica un report sul mercato e sui consumatori di videogame, utilizzando una metodologia omogenea a livello internazionale e curata dalla federazione europea dell’industria dei videogiochi, con dati relativi al mercato fisico, digitale, mobile e ad un sondaggio dell’Ipsos. 

 

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