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Stretta sui giochi, conseguenze economiche e sociali

Nei casi più gravi il gioco rappresenta un’autentica piaga sociale, ma eliminarlo avrebbe comunque ripercussioni negative

di Redazione

La stretta dei giochi, promossa dal governo, mira a eliminare la piaga sociale rappresentata proprio dai giochi d’azzardo che, si stima, interessi circa 18 milioni di italiani di cui un milione e mezzo definibili “giocatori problematici”. Ma la Cgia di Mestre, per quel che riguarda gli effetti economici, e l’Eurispes, sulla legalità, in due distinti studi mettono in luce gli aspetti, comunque negativi, che avrebbe eliminare il gioco d’azzardo.

Come riportato anche dall’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes, secondo il Rendiconto Generale dello Stato 2018 della Corte dei Conti, trasmesso a giugno, la riduzione del numero di macchinette stabilito dalla legge nazionale, contestualmente alle limitazioni sulle distanze dai luoghi sensibili e sugli orari di gioco previsti invece da norme regionali e locali, hanno determinato sì una riduzione del mercato legale del gioco, ma anche un probabile aumento dei fenomeni illegali. Probabile perché la correlazione diretta non è dimostrabile, ma nello stesso periodo di tempo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fatto registrare un incremento del 103% dalle operazioni di accertamento delle violazioni sugli apparecchi e sulle distanze minime dai luoghi sensibili, dato che è comunque frutto, come la stessa Agenzia sottolinea, della maggior efficacia dei controlli. 

Stando alla Corte dei Conti, quindi, è diminuita la spesa netta degli italiani per il gioco, che risulta a 18,7 miliardi, in diminuzione di 500 milioni dai valori del 2017 e anche le entrate dello Stato nell’anno. Le conseguenze negative di questa diminuzione della spesa sono messe in luce anche da un rapporto della Cgia di Mestre in cui si evidenzia che per coprire la mancanza del gettito fiscale dovuto alla riduzione del numero di slot – e più in generale degli apparecchi di intrattenimento – ogni famiglia dovrebbe versare 234 euro di più all’anno di tasse.

Secondo le conclusioni presentate dalla Cgia e da Astro, l’associazione di gestori slot, nel primo “Studio sul settore dei giochi in Italia”, la stretta sugli apparecchi, oltre a determinare una diminuzione per le casse statali di almeno un miliardo – che corrisponde alle risorse per reddito e pensione di cittadinanza -, avrebbe effetti anche sull’occupazione sia diretta che indiretta: infatti si stimano quasi 57 mila addetti nel sistema, secondo i numeri degli archivi camerali e dalla banca dati del Ries, elenco in cui devono essere iscritti tutti coloro che operano nel settore delle slot machines e delle video lotterie, la Cgia prevede circa 17 mila posti di lavoro in meno, divisi in 7 mila diretti e altri 10 mila come effetto dei prelievi sugli utili delle imprese del comparto.

 

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