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Dalla legge di bilancio alle clausole di salvaguardia, tutte le tappe

Le date e le scadenze di uno degli appuntamenti più importanti dei prossimi mesi

di Redazione

Con la presentazione al Senato di una mozione di sfiducia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la Lega ha “certificato” la crisi di governo. L’Aula potrebbe non essere convocata prima del 19 agosto – la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato la capigruppo per lunedì 12 agosto alle 16 –, il passaggio tuttavia potrebbe sancire ufficialmente la crisi, alla vigilia di alcuni importanti appuntamenti. Primo fra tutti, l’approvazione della legge di Bilancio.

Entro il 27 settembre il governo deve presentare la nota di aggiornamento al DEF, con la quale rende noto il suo piano economico per i prossimi tre anni e dalla quale dipende buona parte della legge di bilancio. Legge che va presentata entro il 20 ottobre al Parlamento e approvata entro il 31 dicembre 2019. Non riuscirci avrebbe grosse conseguenze sul Paese: se al 1° gennaio la legge di bilancio non fosse approvata, l’Italia entrerebbe nell’esercizio provvisorio, che può essere concesso «se non per legge» – per avviarlo, serve quindi una legge approvata dal Parlamento – e non può durare più di quattro mesi, terminati i quali la legge di bilancio deve essere approvata.

La sfida più importante sarà disinnescare le clausole di salvaguardia. Per realizzare alcune misure contenute nella legge di bilancio – reddito di cittadinanza, quota 100 –, il governo Conte si è impegnato con la Commissione europea a tagliare il deficit facendo scattare le clausole di salvaguardia.

Cosa sono? È un meccanismo adottato dall’Italia che prevede l’aumento automatico dell’IVA e delle accise, nel caso in cui non venissero trovate le coperture finanziarie – ciò può avvenire attraverso l’aumento delle entrate o la riduzione della spesa – per consentire alla legge di bilancio di rispettare i vincoli di riduzione del debito e del deficit stabiliti dalle regole europee. Per riuscirci, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, il governo italiano deve trovare 23,1 miliardi euro entro il 2020. In caso contrario, l’attivazione delle clausole di salvaguardia farebbe salire l’aliquota intermedia dal 22 al 25,5% e quella ridotta dal 10 al 13% nel 2020.

L’aumento dell’IVA avrà conseguenze inevitabili sulla spesa degli italiani: secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, il costo medio dell’incremento sarà di 889 euro a famiglia.

 

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