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In Europa ci sono sempre più scienziati e ingegneri

Secondo l’Eurostat nel 2018 si è registrata una crescita: Gran Bretagna e Germania sono i paesi che attraggono di più. A livello mondiale però il gap di genere è ancora evidente

di Redazione

Secondo gli ultimi dati dell’Eurostat nel 2018 il numero di scienziati ed ingegneri tra i 25 e i 64 anni è aumentato del 4% rispetto alla rilevazione dello scorso anno, raggiungendo il numero stimato di 17,2 milioni di professionisti, che corrispondono al 23% di tutti i lavoratori impiegati nel campo delle scienze e delle tecnologie. In generale la distribuzione di scienziati e ingegneri per ogni paese è proporzionale alla loro quota di popolazione in Unione europea. Le eccezioni positive sono la Gran Bretagna e la Germania che insieme contano il 37% degli scienziati e ingegneri di tutta Europa, ospitandone rispettivamente il 19 e il 18%, il dato evidenzia un investimento nonché una grande capacità dei due paesi di attrarre capitale umano di questo livello e professione, poiché la quota dei loro cittadini sul totale della popolazione europea è del 29%.

Al contrario l’Italia pur essendo tra la top seven europea dei paesi in cui si trovano più ingegneri e scienziati, contribuisce sul totale solo per il 6%, che corrispondo a circa un milione, comunque in aumento di 30 mila unità rispetto al 2017. Insieme alla Francia contano il 16% di questi professionisti in tutta Europa, percentuale molto al di sotto in confronto alla popolazione dei due paesi, che pesa sul totale degli europei per il 25%.

In generale l’Eurostat riporta un diffuso aumento degli occupati in tutto il campo delle scienze e tecnologie: nel 2018 hanno raggiunto i 76 milioni in tutta Europa, con un incremento del 2,1% rispetto l’anno precedente.

Nonostante l’aumento, certificato dall’Eurostat, di professionisti nei campi scientifici la presenza femminile – seppur in crescita – rimane ancora marginale. Secondo i dati che l’Onu ha diffuso in occasione della giornata mondiale delle donne nella scienza, meno del 30% di scienziati e ricercatori sono donne.

Il dato è confermato anche da uno studio coordinato dall’Allen Institute for Artificial Intelligence, che ha analizzato gli articoli scientifici pubblicati dal 1970 al 2018, le autrici donne sono state solo il 30%, mentre il restante 70% sono a firma maschile. Secondo i risultati dello studio quindi si prevede che la parità di genere nelle pubblicazioni informatiche potrebbe essere raggiunta tra 118 anni, mentre nelle scienze biomediche tra circa 30. 

 

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